Il primo gennaio 2026 la Bulgaria ha adottato l’euro. È diventato così il 21esimo Paese dell’UE (su 27 membri) a utilizzare la moneta unica come valuta ufficiale. L’ultima a farlo era stata la Croazia, nel 2023.
La Commissione europea ha spiegato che “la transizione apporterà una maggiore stabilità economica, una migliore operatività e una più forte integrazione in tutta Europa”, aiutando il Paese a “costruire basi più solide per la crescita e la capacità di tenuta nel lungo periodo”.
Il tasso di cambio è stato di 1,95583 lev per un euro. Come sempre, ha ammesso la BCE, la fase iniziale è accompagnata dal timore di un aumento dei prezzi, dovuto ai tentativi di sfruttare la transizione. Ma, ha sottolineato l’Eurotower, “la Banca Centrale Europea e le autorità nazionali stanno collaborando in stretto raccordo per assicurare una transizione fluida per tutti, grazie a un’accurata pianificazione e una particolare attenzione alla stabilità dei prezzi”.
“La Bulgaria avrà una visione, una voce e un voto”, ha affermato la presidente Christine Lagarde. Cosa vuol dire nel dettaglio? Lo ha spiegato, passo per passo, la stessa BCE.
Quali effetti ha l’euro sull’economia della Bulgaria
L’euro rende l’economia più resiliente, perché è una moneta stabile e affidabile, che di conseguenza tende a proteggere i risparmi e il potere di acquisto. La BCE ha infatti al centro del proprio mandato la stabilità dei prezzi. E, al netto dell’inflazione (che dipende da variabili non riferibili solo alla valuta), prezzi più stabili si traducono in un’erosione più contenuta del proprio patrimonio finanziario.
Quando Lagarde parla di “voce e voto” si riferisce poi ai diritti che l’adesione conferisce alla Bulgaria.
Il Paese partecipa alle decisioni che influiscono sull’area euro e contribuiscono a definire il futuro della moneta comune, anche attraverso l’ingresso a pieno titolo del governatore della Banca nazionale di Bulgaria nel Consiglio direttivo della BCE.
Euro e sistema bancario: cosa cambia per prestiti e tassi
Da gennaio, i tassi di interesse in Bulgaria seguono le decisioni del Consiglio direttivo della BCE e le banche bulgare hanno accesso alla liquidità di Francoforte. Gli istituti devono rispettare norme e criteri patrimoniali più rigidi, che si traducono in maggiore solidità. Possono poi erogare prestiti ed elaborare pagamenti in modo più efficiente. In sostanza: il sistema bancario diventa più affidabile, potendo garantire ai cittadini prestiti meno volatili e a condizioni più favorevoli.
Il percorso che ha alleggerito i prestiti si è già, in gran parte, compiuto prima dell’adozione ufficiale di gennaio. Merito della prospettiva di entrare nell’euro e degli obblighi che ciò ha comportato: stabilità interna dei prezzi, tassi d’interesse e tasso di cambio, risanamento delle finanze pubbliche.
Guardando, ad esempio, al confronto con l’Italia, l’impatto risulta evidente. Alla fine del 2008, in Bulgaria il tasso medio d’interesse sui mutui sfiorava il 10%, mentre nel nostro Paese era poco sotto il 6%. A dicembre 2025, la differenza si è praticamente annullata, con entrambi i dati attorno al 2,7%.
Commercio e scambi con l’eurozona
La condivisione della stessa valuta aggiunge ulteriore fluidità agli scambi commerciali. Il primo gennaio 2025, la Bulgaria era già entrata a pieno titolo nell'area Schengen, ma l’introduzione dell’euro ha eliminato i costi relativi al cambio, rendendo le attività transfrontaliere, sottolinea la BCE, più agevoli ecompetitive.
Visto dalla prospettiva dei cittadini, vuol dire zero commissioni di cambio, confronto dei prezzi più semplice e maggiore facilità di viaggiare, vivere, lavorare, studiare o andare in pensione in un altro Paese dell’area euro.
Il periodo di transizione dal lev all’euro
Se, come sappiamo, le banconote sono identiche per tutti gli Stati dell’area euro, ciascun Paese decide cosa imprimere sulle proprie monete. La Bulgaria ha scelto San Paisij di Hilendar, figura di spicco della rinascita nazionale bulgara, per i due euro, e il santo patrono Ivan di Rila per l’euro. Le altre monete, dai 50 centesimi in giù, avranno tutte la stessa effige, quella del Cavaliere di Madara.
Fino al 30 giugno 2026, le banconote e le monete in lev bulgari possono essere cambiate in euro gratuitamente presso le banche commerciali e alcuni uffici postali in Bulgaria. Il cambio sarà garantito almeno fino al 31 dicembre 2026, ma da luglio in poi istituti e sportelli potranno richiedere una commissione. Il cambio è invece gratuito a tempo indeterminato presso la Banca nazionale di Bulgaria.