Finanza sostenibile, come riconoscere le vere obbligazioni green

Sviluppo sostenibile 3 minuti di lettura
Spesso sentiamo parlare di greenwashing, la pratica scorretta per promuovere un’immagine di sostenibilità ingannevole. Ma è possibile smascherare chi ne fa uso, grazie ad analisi di dati concreti e metriche affidabili.

4.400 miliardi di dollari è una cifra difficile anche solo da immaginare, ma è il valore dei bond sostenibili in circolazione alla fine del 2023 in tutto il mondo. Una cifra record, secondo l’organizzazione no-profit Climate Bonds Initiative, frutto del collocamento di oltre 43.000 obbligazioni.

Se restiamo nel Vecchio Continente, negli ultimi tre anni l'Unione Europea ha emesso oltre 65 miliardi di euro in Green Bond NextGenerationEU (NGEU), diventando il più grande emittente al mondo. La Commissione Europea prevede di destinare il 30% dei finanziamenti della NextGenerationEU a questi strumenti, con l’obiettivo di realizzare investimenti verdi per 264,6 miliardi di euro in settori come trasporti puliti ed energia rinnovabile. Insomma, si tratta di asset sempre più richiesti e importanti per i mercati, ma bisogna stare attenti a distinguere le vere opportunità ESG (Environment, Social, Governance) dal greenwashing. Scopriamo come.

Lo spettro del greenwashing

Molte aziende non virtuose provano a ingannare clienti e investitori. Il greenwashing è una pratica ingannevole che porta un’azienda a promuovere un‘immagine di sostenibilità ambientale senza adottare reali misure ecologiche. Insomma, si tratta di un tentativo di “mascherare” attività non sostenibili con comunicazioni e marketing che enfatizzano il rispetto per l’ambiente, quando invece non è chiaramente una priorità.

Per gli investitori, il greenwashing comporta diversi rischi: investire in aziende che non sono realmente sostenibili può portare a perdite finanziarie, poiché queste aziende potrebbero affrontare sanzioni o danni reputazionali. Di poche settimane fa è la notizia della sanzione di 8 milioni di euro che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha comminato a GLS Italy: “il gruppo, attivo nel settore della spedizione, trasporto e consegna merci”, si legge nella nota stampa dell’Autorità, “ha realizzato un programma di sostenibilità ambientale in violazione delle norme a tutela di consumatori e microimprese.”

Come riconoscere i green bond autentici

Gli investitori devono prestare attenzione a non confondere le obbligazioni realmente ecosostenibili con quelle di aziende che emettono green bond falsi, utilizzando poi i fondi per scopi diversi, come il rifinanziamento del debito.

Per identificare un green bond autentico, è fondamentale che l'emittente segua i principi stabiliti dall'Associazione Internazionale dei Mercati di Capitali (ICMA), che promuovono trasparenza e rendicontazione. Le caratteristiche chiave includono la spiegazione dei progetti specifici da finanziare con quell’obbligazione, l’utilizzo vincolato dei proventi e la rendicontazione annuale dell’utilizzo dei fondi. Su questo ultimo punto è fondamentale che la certificazione sia realizzata da un revisore esterno.

Esiste anche un codice di settore volontario per la qualificazione delle obbligazioni verdi, supportato da verifiche di agenzie indipendenti. L'Unione Europea ha introdotto già nel 2019 regole ben precise per definire quali prodotti finanziari possono essere considerati verdi, richiedendo alle aziende di comunicare la percentuale di investimenti ecocompatibili.