I vantaggi dell’efficientamento energetico delle abitazioni

Sviluppo sostenibile 4 minuti di lettura
La direttiva UE “case green” mira a ridurre progressivamente le emissioni di CO2 degli immobili per raggiungere l’obiettivo della totale decarbonizzazione entro il 2050. Ecco i costi e i benefici.

La nuova direttiva europea Energy Performance of Building Directive, meglio conosciuta come direttiva “case green”, dallo scorso maggio è ufficialmente una legge dell’Unione Europea. Lo scopo ultimo della norma è quello di ridurre progressivamente le emissioni di CO2 degli immobili per raggiungere l’obiettivo della totale decarbonizzazione entro il 2050 attraverso la riqualificazione e il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, che oggi nel vecchio continente sono responsabili, da soli, del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di CO2.

I singoli Stati membri avranno due anni per recepirne i contenuti. In ogni caso, il primo step sarà la riduzione del consumo di energia del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Ma il 55% del risparmio dovrà arrivare dalla riqualificazione di almeno il 43% degli edifici con le classi energetiche più basse (G ed F). Una sfida importante per l’Europa, e soprattutto per l’Italia, che ha l’80% di case a basse prestazioni energetiche.

Ma non si tratta solo di adeguarsi alle norme. Una casa poco efficiente riserva bollette più care e inquina di più. Secondo il portale Facile.it, le case in classe G richiedono fino al triplo dell’energia per essere riscaldate rispetto a quelle in classe A. Non solo: gli appartamenti ad alte emissioni hanno anche un valore più basso sul mercato immobiliare. Secondo il report della Banca d’Italia “Il miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni in Italia”, un’abitazione nella fascia energetica A ha infatti in media un prezzo di circa il 25% superiore rispetto a una in fascia G.

Stando ai calcoli della società di consulenza Guidehouse, se l’Italia investisse nella riqualificazioni degli edifici più energivori, i cittadini risparmierebbero fino a 94 miliardi di euro sulle bollette. Anche considerando l’investimento per i lavori di efficientamento, il beneficio in termini di risparmio energetico sarebbe di circa il 68% dopo vent’anni.

Cosa sono le case green?

Per “case green” si intendono gli edifici a emissioni zero o quasi zero, che richiedono un uso basso di energia, con zero emissioni da combustibili fossili. Si tratta di edifici ad alta prestazione energetica, nei quali il fabbisogno energetico è molto basso o quasi nullo ed è coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili, prodotta in loco o nelle vicinanze.

Sono immobili progettati, o riqualificati, in modo da ottimizzare il consumo e la produzione di energia, con l’installazione di impianti di produzione di energia solare, isolamento termico delle strutture e regolazione intelligente delle temperature, anche con infissi e schermature solari e sistemi dotati di sensori, in modo da non sprecare energia.

L’efficientamento energetico delle case

La Commissione europea calcola che entro il 2030 saranno necessari 275 miliardi di euro di investimenti annui per la svolta energetica del parco immobiliare del continente. Nell’articolo 17, la direttiva “case green”, si chiede quindi agli Stati membri di incentivare con un maggiore sostegno finanziario, fiscale, amministrativo e tecnico la ristrutturazione delle case.

Secondo il rapporto “La riqualificazione energetica del patrimonio abitativo italiano” elaborato da Cresme in collaborazione con Symbola, il costo totale in Italia sarà di 319 miliardi di euro per 3,2 milioni di case.

Negli ultimi anni, grazie anche ai bonus fiscali, il percorso verso la riqualificazione energetica di case e condomini in Italia ha fatto qualche passo avanti. I dati dell’ultimo rapporto dell’Enea, riferito al 2023, segnalano un incremento di circa il 6% delle classi energetiche più efficienti rispetto al 2022, con un aumento degli attestati di prestazione energetica.

Con la legge di bilancio 2025, sono state apportate diverse modifiche ai bonus edilizi. Le agevolazioni fiscali oggi in vigore, per le ristrutturazioni edilizie e per il cosiddetto Ecobonus, danno la possibilità di detrarre in dieci anni una parte delle spese sostenute per i lavori sia dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) sia dall’Ires (Imposta sul reddito delle società). Con percentuali diverse, però, a seconda che si tratti di prime case o altre tipologie di immobili.