ESG, le principali nuove normative del 2025

Sviluppo sostenibile 3 minuti di lettura
La Commissione europea ha presentato una proposta per alleggerire gli oneri legati alla rendicontazione di sostenibilità. Un segnale importante che intende coniugare competitività e attenzione alla sostenibilità.

Se gli Stati Uniti prevedono passi indietro sul fronte della sostenibilità, l’Europa rilancia. L’obiettivo di Bruxelles è migliorare in chiarezza, competitività e integrità per tutte le attività legate al settore ESG (ambientale, sociale e governance). L’Unione Europea si muove su una via stretta: da un lato la semplificazione delle procedure di rendicontazione, dall’altro più trasparenza nei processi decisionali. Vediamo come intende farlo.

Una nuova svolta nel settore ESG a febbraio 2025

Il 26 febbraio 2025 la Commissione europea ha presentato un pacchetto di proposte legislative che mirano a semplificare gli oneri di rendicontazione per le imprese in materia di sostenibilità. Un passo importante, che risponde alle crescenti preoccupazioni degli stakeholder e che potrebbe avere un impatto significativo sul modo in cui le aziende comunicano il proprio impegno ESG.

Cosa cambia con il “Pacchetto omnibus”?

Reporting Directive (CSRD) e la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDD). L'obiettivo è rendere le normative più proporzionate e gestibili, soprattutto pensando alle piccole e medie imprese, che possono non avere strutture interne sufficientemente ampie per fare fronte alle normative ESG.

Le novità più rilevanti riguardano la CSRD, soprattutto su tre punti:

  • ambito di applicazione ridotto - gli obblighi di rendicontazione saranno limitati alle imprese con più di 1.000 dipendenti, con fatturato superiore a 50 milioni di euro o stato patrimoniale superiore a 25 milioni di euro;
  • posticipo delle scadenze - l’entrata in vigore degli obblighi di rendicontazione per le grandi imprese e le PMI quotate viene posticipata di due anni;
  • rendicontazione della catena del valore - per le aziende escluse dall'ambito di applicazione della CSRD sarà introdotto uno standard di rendicontazione volontario, basato sullo standard per le PMI.

Come evolve la CSDD e quali sono le implicazioni per le imprese

Anche la CSDD subirà modifiche, con l'obiettivo di rendere gli obblighi di due diligence più proporzionati e adatti alle diverse dimensioni aziendali.

Le proposte della Commissione europea rappresentano un segnale di attenzione verso le difficoltà incontrate dalle imprese nell'implementazione delle nuove normative ESG e il posticipo delle scadenze, insieme alla semplificazione degli obblighi, offrono un po’ di respiro per programmare gli interventi. Tuttavia, per le aziende, siano esse di piccole, medie o grandi, è fondamentale non abbassare la guardia e organizzarsi con il dovuto anticipo.

Come cambiano i rating ESG?

Con le nuove norme i fornitori di rating ESG, cioè quelle società che emettono, pubblicano o distribuiscono rating ESG per altre aziende, avranno maggiori richieste per ottenere le autorizzazioni, ma dovranno anche rispettare gli obblighi di trasparenza e adottare un modello organizzativo delle proprie attività commerciali per abbattere il conflitto di interesse. Queste norme saranno applicate da luglio 2026.