Fiver, i cinque fatti economici principali di marzo 2025

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I dazi di Trump tengono con il fiato sospeso l’economia globale. Europa e Cina rispondono. Mentre la FED tiene i tassi invariati. Nei Paesi europei si discute molto di riarmo, con i titoli della difesa che volano in Borsa.

L’economia globale è alle prese con la guerra commerciale innescata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E anche la Federal Reserve, nella sua ultima riunione, ha lasciato i tassi invariati per affrontare meglio le nuove incertezze generate dall’amministrazione americana. L’Europa, intanto, minaccia contro-dazi e annuncia un piano di riarmo da 800 miliardi di euro in risposta al disimpegno americano, con i titoli della difesa che volano in Borsa. Risponde anche la Cina, varando nuove misure di stimolo all’economia.

I dazi di Trump

Dopo i dazi a Cina, Messico e Canada, Donald Trump ha preso di mira l’Europa. Il presidente degli Stati Uniti ha minacciato dazi del 200% su tutti i vini, gli champagne e i prodotti alcolici in arrivo dalla Francia e dagli altri Paesi dell’Unione europea. E dal 2 aprile ci saranno anche dazi del 25% sulle auto importate in territorio americano. I titoli delle case automobilistiche europee ne hanno subito risentito. Mentre i container carichi di alcoli diretti verso gli Stati Uniti si sono fermati già in molti porti italiani.

La FED in attesa

Per la seconda volta consecutiva, la Federal Reserve ha lasciato i tassi al 4,25%-4,50%. Il FOMC ha anche deciso di rallentare fino a un massimo di 5 miliardi, dai precedenti 25 miliardi, i rimborsi dei Treasuries. L’economia americana resta solida, ma – come spiegato nel comunicato della banca centrale – «è aumentata l’incertezza sulle prospettive». Rallenta, rispetto alle indicazioni di dicembre, la crescita economica prevista: passa all’1,7%, dal 2,1% per il 2025. E aumenta l’incertezza tra le turbolenze dell’amministrazione Trump, come ha spiegato il presidente Jerome Powell: «Guardando al futuro, la nuova amministrazione è in procinto di attuare importanti cambiamenti politici in quattro ambiti distinti: commercio, immigrazione, politica fiscale e regolamentazione. Sarà l’effetto netto di questi cambiamenti a contare per l’economia e per l’orientamento della politica monetaria».

La risposta dell’Europa

La strategia della Commissione europea nei confronti della nuova ondata di dazi annunciata dal presidente americano Trump è quella del dialogo. Ma Bruxelles si muove anche per proteggere l’economia continentale, lanciando una serie di contromisure. La risposta europea, che interesserà beni dal valore di 26 miliardi di dollari, prevede che vengano reintrodotte le misure di controbilanciamento sospese, con altre tariffe aggiuntive che entreranno in vigore su una vasta gamma di prodotti entro metà aprile. Da Bruxelles annunciano che la lista finale dei prodotti su cui applicare le contromisure sarà selezionata per provocare il massimo impatto nei confronti degli Stati Uniti e ridurre al minimo l'impatto sull’economia dell’UE.

L’ora del riarmo

In risposta al disimpegno americano sull’Ucraina, in occasione del vertice europeo straordinario sulla difesa, è stato approvato all’unanimità il piano ReArm Europe, con cui la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen intende aumentare la spesa per la difesa dei 27 Paesi UE di almeno 800 miliardi di euro. Di questi, 650 miliardi proverranno da una deroga di almeno quattro anni al nuovo patto di stabilità e 150 miliardi saranno garantiti da obbligazioni emesse dall’UE. Ma non c’è ancora accordo tra i leader europei su come attuare il piano. Così come non c’è accordo sul piano presentato dall'Alta rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas per mobilitare fino a 40 miliardi di euro di nuovo sostegno militare all’Ucraina. Intanto i titoli della difesa europei volano in Borsa, superando anche le Big Tech.

La risposta cinese

Anche la Cina reagisce alle incertezze economiche causate dalle decisioni di Trump. Il governo cinese ha fissato l’obiettivo di crescita economica al 5% per il 2025, varando misure di stimolo all’economia di fronte all’acuirsi delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Il piano include politiche per sostenere i deboli consumi interni, supportare l’industria dell’Intelligenza Artificiale e i progetti di energia rinnovabile, ma anche per finanziare le infrastrutture e le banche del Paese. Nel discorso programmatico in apertura della riunione annuale dell’Assemblea nazionale del Popolo, il premier cinese Li Qiang ha riconosciuto i rischi derivanti dai dazi di Trump, sottolineando la necessità di incrementare la domanda interna e aumentare le esportazioni. Trump ha imposto dazi del 10% sulle merci cinesi, raddoppiandoli poi al 20%. La Cina ha risposto con dazi del 10 e del 15% sulle importazioni di prodotti statunitensi, tra cui molti generi alimentari.