La dieta vegana è quella a minor impatto ambientale

Sviluppo sostenibile 3 minuti di lettura
I vegani consumano circa la metà dell’acqua e producono un quarto delle emissioni di gas serra rispetto a chi consuma elevate quantità di carne.

Le abitudini alimentari rappresentano un fattore determinante sia per l’ambiente sia per la salute umana. Essere vegani, vegetariani, pescetariani o carnivori può fare una grande differenza. La produzione e il consumo di cibo incidono infatti in modo significativo sulle emissioni di gas serra, sull’utilizzo di acqua e suolo e, di conseguenza, sulla biodiversità.

Le evidenze scientifiche mostrano che, tra tutte, la dieta vegana è quella con il minor impatto ambientale.

Cosa si intende con alimentazione vegana?

La dieta vegana, o plant based, esclude completamente prodotti e derivati di origine animale: niente carne, pesce, latticini o uova. Si basa invece su alimenti vegetali come cereali, legumi, frutta, verdura, semi e frutta secca.

I risultati della ricerca scientifica

Uno studio pubblicato su Nature Food nel 2023 ha analizzato le abitudini alimentari di 55.000 individui, valutando le emissioni di gas serra, l’uso del suolo e dell’acqua e la perdita di biodiversità.
I risultati sono chiari: una dieta vegana consuma circa la metà dell’acqua e produce un quarto delle emissioni di gas serra rispetto a chi segue un’alimentazione ricca di carne. Inoltre, i vegani utilizzano solo un quarto del terreno necessario rispetto ai carnivori, con un impatto sulla biodiversità ridotto di circa un terzo.

Benefici ambientali delle diete a base vegetale

Anche una ricerca pubblicata su Discover Environment conferma questi risultati: l’aumento del consumo di alimenti vegetali, passando da una dieta onnivora a una vegetariana e infine a una vegana, comporta un miglioramento generale degli indicatori ambientali.
Le emissioni si riducono dell’83% con una dieta vegana, del 63% con una vegetariana e del 64% con una pescetariana.

Per quanto riguarda l’uso dell’acqua, i pasti composti esclusivamente da alimenti vegetali hanno il minor impatto: i pasti contenenti carne ne richiedono 34 volte di più, mentre quelli vegetariani 6 volte di più rispetto a quelli vegani.

Uso del suolo e risorse naturali

Un’alimentazione priva di prodotti animali richiede dunque molte meno risorse. Il passaggio da una dieta onnivora a una vegetariana riduce l’uso del suolo del 70%, mentre una dieta vegana lo riduce del 79%.

Sebbene le coltivazioni vegetali richiedano una certa estensione di terreno, gli studi dimostrano che, considerando anche le superfici necessarie per allevamenti intensivi e pascoli, le diete vegane necessitano in realtà di meno terra complessiva.

Il peso del sistema alimentare globale

Oggi il sistema alimentare mondiale ha un impatto enorme sul pianeta: è responsabile di circa un terzo delle emissioni globali di gas serra, utilizza il 70% dell’acqua dolce disponibile e provoca l’80% dell’inquinamento di fiumi e laghi.

Inoltre, circa il 75% delle terre emerse è ormai impiegato per attività umane, principalmente agricole, mentre la deforestazione continua a rappresentare una delle principali cause di perdita di biodiversità.