Il futuro è solare: la svolta che cambia la storia energetica europea

Sviluppo sostenibile 3 minuti di lettura
L’Europa, insieme alla Cina, rimane il baluardo globale per l’energia sostenibile e i dati lo confermano, come abbiamo potuto osservare lo scorso giugno.

A giugno, per la prima volta nella storia, l’energia solare è stata la principale fonte di produzione elettrica nell’Unione Europea, segnando un passaggio storico nella transizione energetica continentale.

Il trionfo del fotovoltaico: l’Italia tra le più virtuose

Secondo il think tank Ember, nel mese di giugno 2025 il solare ha generato il 22,1% dell’elettricità UE (circa 45,4 TWh), superando il nucleare (21,8%), eolico (15,8%) e soprattutto i combustibili fossili, con il gas al 14,4% e il carbone parecchio più indietro, al 6,1%.
Almeno tredici Stati membri dell’UE hanno toccato record mensili nella produzione solare, con punte eccezionali nei virtuosi Paesi Bassi (40,5%), in Grecia (35,1%) e anche in Italia, dove il fotovoltaico ha raggiunto il 42,6% del mix elettrico, sorpassando storicamente l’idroelettrico (37,3%) anche a causa di una idraulicità inferiore rispetto allo scorso anno.

I pilastri del sorpasso solare: politiche e investimenti lungimiranti

Questo trend positivo era già stato osservato nel 2024, quando per la prima volta il solare ha superato il carbone nella produzione elettrica annuale dell’UE: 11% contro 10%. Questa evoluzione ha contribuito a portare le rinnovabili al 47% del mix produttivo UE (un balzo importante rispetto al 3% del 2019), mentre i fossili sono scesi al 29%.

Il successo del fotovoltaico è frutto di decenni di politiche incentivanti, come le feed-in tariff introdotte dalla Germania, crediti fiscali e altri sostegni pubblici, che hanno quadruplicato la capacità installata a 338 GW nel 2024. Con il piano REPowerEU, parte fondamentale del Green Deal del Vecchio Continente, i nuovi investimenti per il solare prevedono 26 miliardi di euro entro il 2027 per raggiungere 600 GW installati entro il 2030. Una sfida difficile, che però non sembra impossibile.

Una sfida fondamentale chiamata flessibilità

Il sorpasso del solare è arrivato nel bel mezzo di una fase climatica complessa: un inverno rigido e poco vento hanno reso meno efficace l’eolico, mentre la siccità ha penalizzato l’idroelettrico. Questo contesto ha aumentato la dipendenza temporanea da centrali a gas, che hanno compensato con un +19% nella prima metà del 2025.

Ecco perché la prossima grande sfida si chiama quindi flessibilità: non solo nuovi impianti, ma anche un massiccio sviluppo di sistemi di accumulo, perché se è vero che l’UE ha installato circa 21,9 GWh di batterie nel 2024, rimane ancora parecchio lontana dagli obiettivi di 780 GWh entro il 2030.

Non è solo un capriccio legato alla sostenibilità, ma un vero vantaggio strategico: il solare rafforza la sicurezza energetica europea, riduce la dipendenza da importazioni di gas e carbone e stabilizza i prezzi dell’elettricità, sfruttando una fonte interna e abbondante.