Arriva la tredicesima: per cosa la utilizzano gli italiani?

Mercati e investimenti 4 minuti di lettura
La mensilità aggiuntiva di fine anno vale 56 miliardi di euro per 36 milioni di persone in tutta la penisola. Diminuiscono i fondi per le feste natalizie e si notano scelte di spesa differenti tra più e meno giovani.

A dicembre, oltre 36 milioni di italiani riceveranno un bonifico con causale “tredicesima”. Introdotta dal governo fascista nel 1937 per tutti i lavoratori dell’industria, venne poi estesa anche agli altri CCNL nel 1946 e storicamente questa mensilità in più viene destinata ai regali e al cibo delle feste natalizie. Vediamo come si è evoluta nel tempo e come è utilizzata oggi.

Chi ha diritto alla tredicesima in Italia?

A differenza della quattordicesima e della quindicesima, è obbligatoria per legge per tutti i dipendenti a tempo determinato e indeterminato del nostro Paese, oltre a colf, badanti, baby-sitter e pensionati. In totale, si tratta di quasi 20 milioni di lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e oltre 16 milioni di pensionati. Secondo un’analisi della CGIA di Mestre, la Pubblica Amministrazione e i datori di lavoro privati erogheranno quasi 56 miliardi di euro in tredicesime: 42 miliardi finiranno sui conti degli italiani, mentre i restanti 14 miliardi verranno versati nelle casse dello Stato sotto forma di IRPEF.

Diminuiscono le tredicesime destinate ai regali di Natale

Dei 42 miliardi ricevuti dalle famiglie italiane, secondo la CGIA 10 miliardi serviranno per i regali di Natale, circa un terzo in meno di quanto si spendeva 10 anni fa. Le motivazioni principali di questa contrazione sono una economica e l’altra culturale: da un lato, gli italiani hanno perso potere d’acquisto e hanno visto alzare i costi del carrello della spesa e delle utenze domestiche, dall’altro ha preso sempre più piede il Black Friday americano e molte persone decidono di sfruttare le offerte di novembre per acquistare parte dei regali.

Le altre tendenze di utilizzo della tredicesima

Coldiretti, in collaborazione con Ixé, lo scorso anno ha svolto un’indagine per capire come gli italiani utilizzano i soldi della tredicesima: se il 38% ha dichiarato di usarli per regali, viaggi o festività in generale durante la pausa di fine anno, il 31% ne ha bisogno per coprire costi fissi come mutuo, rate di prestiti e bollette. Il 23% li metterà da parte per il futuro e il restante 8% sceglie altri usi, come costi imprevisti, investimenti o spese personali.

Osservando le differenze generazionali, si notano approcci molto diversi tra giovani e meno giovani, uno più “spensierato” e l’altro maggiormente “conservatore”. Gli over 64 scelgono la tredicesima per pagare bollette, mutui, finanziamenti o per spese quotidiane, mentre oltre la metà di chi occupa la fascia 18-34 anni afferma di preferire regali, viaggi, tecnologie, esperienze, sport o feste.

A dicembre vince l’enogastronomia

I regali più acquistati sono alimenti, alcolici e giocattoli. Seguono prodotti tecnologici, libri, abbigliamento, viaggi e relax nelle SPA. Un altro trend in crescita degli ultimi anni riguarda abbonamenti per streaming o buoni regalo per spese online, facilmente acquistabili anche all’ultimo momento e considerati trasversali e in grado di soddisfare tutti i gusti. Per chi sceglie l’enogastronomia, è quasi all-in sui prodotti 100% Made in Italy, spesso trovati nei mercatini di Natale, da produttori artigianali o presso botteghe specializzate, per valorizzare prodotti del territorio di alta qualità ma con un costo maggiore rispetto a quelli della grande distribuzione.