Cani e gatti, ormai, fanno parte della famiglia. Un dato di fatto che può sembrare banale, ma che porta con sé un impatto economico notevole. Un rapporto più stretto con gli animali domestici, infatti, favorisce maggiori spese. E così, la cosiddetta pet economy lievita.
Cani, gatti e non solo
Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2025, gli animali che vivono nelle case degli italiani sono quasi 65 milioni. Cani e gatti sono oltre 20 milioni, con una prevalenza dei felini, che sono circa 12 milioni. Sono però ancora i pesci, nonostante il calo dovuto a norme di vendita più restrittive, a rappresentare la popolazione più numerosa, con 28,1 milioni di esemplari. Cui si aggiungono 12,7 milioni di uccelli e 3 milioni di piccoli mammiferi e rettili.
Come prevedibile, la distribuzione della spesa non riflette le proporzioni della popolazione. Nel 2024, gli alimenti per cani e gatti, con un giro d’affari di 3,1 miliardi, hanno assorbito gran parte del mercato. Molto più esigua è stata la spesa per gli altri animali da compagnia: 13,4 milioni. Si tratta però di un confronto non del tutto esatto, visto che la prima cifra coinvolge diversi canali di vendita (compresi i negozi specializzati) mentre la seconda si limita alla sola grande distribuzione.
Per cani e gatti, la spesa in alimenti è cresciuta del 3,7% anno su anno. Un progresso più mite rispetto a quello dei periodi precedenti: tra il 2021 e il 2024, infatti, il tasso medio di crescita è stato del 9,8%.
Inflazione e prodotti per animali domestici
La crescita in termini di valore è stata superiore rispetto a quella dei volumi. Ha quindi pesato l’inflazione, anche se - spiega l’indagine Assalco-Zoomark - il caro prezzi non sarebbe stato il propulsore principale.
Il motivo è un altro: “L’aumento del giro d’affari del mercato del pet food – si legge sul rapporto - è strettamente legato ai cambiamenti demografici delle famiglie italiane, che sono sempre più piccole e composte da una maggiore percentuale di senior. Questo ha portato, nel corso degli anni, ad una maggiore attenzione verso gli animali da compagnia con la conseguente scelta di prodotti premium”.
La spesa degli italiani per gli animali
La ricerca della qualità (che incide sulla spesa) va poi associata alla “crescente attenzione al benessere degli animali d’affezione”, che si traduce in un’alimentazione più corretta e personalizzata in base alle caratteristiche degli animali, ma anche in una maggiore spesa in servizi e accessori. Questi ultimi hanno generato un giro d’affari di 83,7 milioni.
E poi c’è il capitolo salute: aumentano sia le spese veterinarie sia l’apertura a sottoscrivere polizze per i propri animali. Secondo l’ultima indagine UniSalute-Nomisma, gli italiani spendono per il proprio animale in media 75 euro al mese. Il costo però sale oltre i 100 euro in un caso su 4. Facendo i conti, vuol dire una media di 900 euro l’anno, per oltre il 40% (379 euro) destinata alle spese per la salute di cani e gatti.