Indici di Borsa mondiali: cosa sono e come funzionano

Guida alla finanza 6 minuti di lettura
Gli indici di Borsa sono indicatori che sintetizzano l’andamento di un gruppo di titoli quotati su uno stesso mercato o appartenenti a uno specifico settore economico. Si tratta quindi di panieri di azioni composti da quantità variabili di titoli azionari, selezionati secondo determinati criteri come la capitalizzazione di mercato, la liquidità o il settore di appartenenza.

L’andamento di un indice, quello che si segue quotidianamente, indica la media dell’andamento dei titoli inclusi nel paniere. Il valore dell’indice varia continuamente durante le contrattazioni, riflettendo le oscillazioni dei prezzi delle azioni che lo compongono.

Ma non si tratta di una media matematica, bensì di una ponderata in cui i titoli a maggiore capitalizzazione o prezzo hanno anche un peso maggiore.

Quando si dice che “la Borsa ha chiuso in rialzo” o che “i mercati sono in calo”, nella maggior parte dei casi si fa riferimento proprio all’andamento di uno o più indici azionari.

A cosa servono gli indici di Borsa

Gli indici costituiscono quindi un punto di riferimento per valutare la performance di un mercato o confrontare i risultati di un investimento. Consentono di confrontare le performance dei portafogli d’investimento, ma rappresentano anche un indicatore della fiducia degli investitori, aiutando analisti ed economisti a valutare il ciclo economico.

Non tutti gli indici vengono costruiti allo stesso modo. Esistono diversi criteri di calcolo. Negli indici ponderati per capitalizzazione, i più diffusi a livello mondiale, il peso di ogni società dipende dalla sua capitalizzazione di mercato: più un’azienda vale, maggiore sarà la sua influenza sull’indice.

Tra gli esempi più noti, ci sono S&P 500, FTSE MIB, DAX e CAC 40. Negli indici ponderati per prezzo, il peso delle società dipende dal prezzo delle singole azioni e non dalle dimensioni dell’azienda. L'esempio più famoso è il Dow Jones Industrial Average. Negli indici equiponderati, ogni società ha lo stesso peso, indipendentemente dalla propria capitalizzazione.

Come leggere gli indici di Borsa?

Un rialzo non significa sempre che tutte le azioni di un indice salgano. Anche se un indice registra una crescita, alcune società al suo interno possono essere in calo. Nei principali indici ponderati per capitalizzazione, infatti, poche grandi aziende possono influenzarne l’andamento.

Gli indici reagiscono a numerosi fattori, dalle decisioni delle banche centrali ai dati su inflazione e occupazione; dalle trimestrali delle aziende alle tensioni geopolitiche.

È sempre importante confrontare il periodo di riferimento. Un calo dell’1% in una singola seduta ha un significato molto diverso rispetto a una crescita del 15% nell’arco di un anno.

Un movimento dell’indice va quindi sempre interpretato su diverse misure temporali, all’interno del contesto economico e finanziario.

I principali indici di Borsa mondiali

I mercati finanziari internazionali vengono generalmente suddivisi in tre grandi aree geografiche.

Borsa americana

Lo Standard & Poor’s 500 è il più importante indice azionario nordamericano. Include le azioni delle principali 500 grandi aziende, che hanno un peso direttamente proporzionale al valore di mercato.

Il Dow Jones comprende i 30 titoli azionari principali quotati nel mercato statunitense, ponderato in base al prezzo dei titoli che compongono l’indice. Il NASDAQ (acronimo che sta per National Association of Securities Dealers Automated Quotation) è invece l’indice dei principali titoli tecnologici della Borsa americana, il cui andamento è misurato a sua volta da diversi indici, tra cui principalmente il NASDAQ Composite Index e il NASDAQ-100. È un indice ponderato sulla capitalizzazione di mercato.

Indici europei

L’Europa ospita alcuni dei mercati finanziari più importanti del mondo. I principali indici di Borsa sono il  DAX per la Germania, contenente i 40 titoli a maggiore capitalizzazione della Borsa di Francoforte; il CAC40 per la Francia, che comprende i 40 titoli francesi o esteri a maggiore capitalizzazione quotati presso la sede parigina di Euronext; l’IBEX35 per la Spagna, che misura la performance dei primi 35 titoli azionari in termini di liquidità e capitalizzazione quotati sui 4 principali mercati spagnoli; e il FTSE-100 per il Regno Unito, costituito dalle 100 principali società quotate al London Stock Exchange.

In Italia l’indice FTSE MIB include le società a maggiore capitalizzazione quotate sulla Borsa italiana. Il FTSE Italia Mid Cap è composto dalle prime 60 società per capitalizzazione che non appartengono al FTSE MIB e i suoi componenti vengono rivisti con cadenza trimestrale. Il FTSE Italia Small Cap, invece, è il paniere dei titoli azionari a bassa capitalizzazione.

L’era dell’elettricità si avvicina

“Nella storia dell’energia, abbiamo assistito all’era del carbone e all’era del petrolio. Ora ci stiamo muovendo rapidamente verso l’era dell’elettricità” ha spiegato Fatih Birol, Direttore Generale della IEA. Negli ultimi dieci anni, spiega il documento, la domanda di energia elettrica ha segnato un’accelerazione significativa, con due terzi di questa crescita attribuibili alla Cina. Ma, nonostante i progressi verso fonti di energia più sostenibili, il rapporto ci avverte che il mondo è lontano dal raggiungimento degli obiettivi di emissioni nette zero. Le scelte di governi, investitori e consumatori sono ancora troppo poco incisive, non sufficienti per poter parlare di un reale cambiamento verso una maggiore sostenibilità. Le stime parlano di un taglio del 3% della CO₂ prodotta dai combustibili fossili entro il 2030, al di sotto del 5% segnalato nel rapporto dello scorso anno.

Indici asiatici

L’Asia rappresenta una delle aree economiche più dinamiche.

Il NIKKEI contiene i 225 titoli delle maggiori 225 compagnie quotate alla Borsa di Tokyo (TSE). L’HANG SENG INDEX (HSI) contiene le principali aziendedella Borsa di Hong Kong. In Cina, invece, l’indice SSE Composite comprende tutte le azioni scambiate nella Borsa di Shanghai. In Corea del Sud l’indice di riferimento è il Kospi, in India il Nifty 50.

Perché seguire gli indici dei mercati mondiali?

Monitorare gli indici internazionali consente di comprendere rapidamente la direzione della strategia finanziaria di questo mese. Per investitori e risparmiatori rappresentano uno strumento essenziale per valutare il sentiment dei mercati, individuare le aree geografiche più dinamiche e analizzare le tendenze economiche globali.