Chi vuole iniziare a investire può avere molte domande e dubbi: con questa guida pratica cerchiamo di rispondere ai quesiti più comuni, perché avviare una strategia di investimento è più semplice di quello che può sembrare. Va però precisato che non esistono investimenti sicuri al 100%, perché tutti gli investimenti, anche quelli apparentemente più sicuri, presentano un minimo livello di potenziale rischio. Tuttavia, è possibile costruire soluzioni su misura in base ai propri obiettivi, alla propria situazione finanziaria, alla propria propensione al rischio e al proprio orizzonte temporale.
Perché iniziare a investire?
La ragione principale che spinge molti risparmiatori a investire è la necessità di proteggere il proprio patrimonio dall'inflazione. Senza un intervento attivo, il potere d'acquisto è destinato a diminuire progressivamente nel tempo. Un esempio concreto: lasciando 6.000 euro fermi sul conto corrente per 5 anni, la somma disponibile si ridurrebbe non solo a causa dei costi fissi (imposta di bollo e spese di gestione), ma soprattutto per effetto dell'inflazione. Con un tasso medio del 2% annuo, il potere d'acquisto si ridurrebbe di almeno 600 euro, anche nella migliore delle ipotesi.
Esistono però anche altri obiettivi validi per iniziare a investire: costruire una pensione integrativa, accantonare risorse per l'acquisto di un'auto o di una casa, oppure mettere da parte denaro per gli studi dei propri figli. Alcuni scelgono di investire anche per cogliere le opportunità offerte dai mercati finanziari, puntando a far crescere il proprio capitale nel tempo.
Cosa valutare prima di iniziare a investire
Qualunque sia l'obiettivo, è fondamentale definire una strategia chiara che tenga conto dell'orizzonte temporale (breve, medio o lungo termine) e del livello di rischio che si è disposti ad accettare. Prima di procedere con qualsiasi investimento, è consigliabile stabilire con precisione l'importo massimo da destinare, che si tratti di un versamento unico o di contributi periodici mensili, trimestrali o annuali.
Quanto investire per iniziare?
Sfatiamo subito un mito: investire non è un'attività riservata a manager, imprenditori o persone facoltose. Al contrario, è alla portata di tutti ed è consigliabile iniziare proprio con piccole somme, valutando attentamente il proprio bilancio familiare.
La regola d'oro è non fare il passo più lungo della gamba. Destinare il 5% o il 10% delle proprie entrate mensili può essere sufficiente per iniziare, ricordando che investire non significa scommettere, ma impegnare una somma sostenibile per costruire gradualmente benefici economici nel tempo.
Per chi muove i primi passi nel mondo degli investimenti, esistono oggi numerosi strumenti semplici e flessibili, pensati proprio per accompagnare i nuovi risparmiatori in questo percorso.
Gli strumenti di investimento più adatti ai principianti
Prima di esplorare le diverse opzioni disponibili, è importante comprendere una regola fondamentale: esiste una relazione diretta tra rischio e rendimento potenziale. In altre parole, strumenti meno rischiosi tendono a offrire rendimenti più contenuti, mentre investimenti più rischiosi possono generare guadagni maggiori, ma comportano anche la possibilità di perdite più significative.
Ecco una panoramica degli strumenti più adatti a chi si avvicina per la prima volta agli investimenti:
- Piani di Accumulo Capitale (PAC): permettono di investire piccole somme a intervalli regolari (mensili, trimestrali) in uno o più fondi comuni o ETF, costruendo gradualmente un capitale nel tempo. È possibile iniziare con soli 100 euro al mese per un minimo di 5 anni, arrivando a investire complessivamente 6.000 euro distribuiti su 60 rate. Il vantaggio principale è la protezione dal timing di mercato: investendo con regolarità si riduce l'impatto delle fluttuazioni improvvise dei mercati, mediando il prezzo di acquisto nel tempo.
- Conti deposito: rappresentano la soluzione più semplice e sicura. Funzionano come un conto corrente vincolato per un periodo prestabilito e offrono rendimenti modesti ma garantiti, proteggendo completamente il capitale iniziale. Possono essere attivati facilmente presso qualsiasi banca con pochi passaggi.
- Fondi comuni di investimento: raccolgono il denaro di numerosi risparmiatori per investirlo in un portafoglio diversificato di titoli (azioni, obbligazioni, altri strumenti), gestito da professionisti. Il loro punto di forza è proprio la diversificazione, che distribuisce il rischio su molteplici investimenti, riducendo l'impatto di eventuali perdite su singoli titoli.
- Buoni fruttiferi postali: sono titoli di risparmio emessi da Cassa Depositi e Prestiti, caratterizzati dall'assenza di spese (né all'emissione, né durante la gestione, né al rimborso). Offrono un elevato livello di sicurezza perché garantiti dallo Stato italiano e prevedono rendimenti crescenti nel tempo in base alla durata dell'investimento.
- Obbligazioni (o bond): sono titoli di debito emessi da Stati o aziende per finanziarsi. Chi acquista un'obbligazione presta denaro all'emittente in cambio di un interesse periodico (la cedola) e della restituzione del capitale a scadenza. Sono generalmente meno rischiose delle azioni e offrono rendimenti prevedibili, anche se variabili in base alla solidità dell'emittente.
- ETF (Exchange Traded Fund): sono fondi d'investimento negoziati in borsa come le azioni. La maggior parte replica passivamente l'andamento di indici di mercato (come il FTSE MIB o l'S&P 500), permettendo di investire in un intero paniere di titoli con un'unica operazione. Grazie alla gestione passiva, hanno costi molto contenuti e rappresentano un'ottima scelta per chi inizia.
- Polizze vita con componente finanziaria: combinano una copertura assicurativa con la possibilità di investire in fondi diversificati. Permettono di scegliere tra profili di rischio differenti (prudente, bilanciato, dinamico) e offrono alcuni vantaggi fiscali, rendendole adatte a obiettivi di lungo termine.
- Azioni: rappresentano quote di proprietà di una società quotata in borsa. Storicamente offrono rendimenti potenziali più elevati rispetto alle obbligazioni nel lungo periodo, ma sono anche più volatili e rischiose. Richiedono maggiore attenzione e conoscenza dei mercati, quindi sono consigliate dopo aver acquisito una certa esperienza.
A chi rivolgersi per iniziare a investire?
Per scegliere gli strumenti, gli asset e definire strategie e timing per costruire il proprio portafoglio titoli il fai-da-te è altamente sconsigliabile, soprattutto per chi è alle prime armi. Suggeriamo quindi di rivolgersi a istituti bancari, consulenti finanziari, broker oppure società specializzate in asset management. Per evitare brutte sorprese, è necessario rivolgersi a specialisti che possano consigliare e monitorare l’andamento degli investimenti.