La morte di un Papa e l’elezione del suo successore non sono solo momenti centrali per i cattolici: sono anche eventi capaci di muovere grandi risorse economiche. Da una parte, ci sono i costi di gestione; dall’altra l’enorme afflusso di fedeli arrivati a Roma dopo la scomparsa di Francesco (il 21 aprile), durante i suoi funerali (il 26 aprile) e nei giorni del Conclave (il 7 e l’8 maggio).
Quanto costa il conclave?
Il Conclave è l’assemblea che porta alla nomina del nuovo Papa. I cardinali elettori si ritrovano nella Cappella Sistina: pagano di tasca propria il viaggio e non percepiscono né gettoni di presenza né rimborsi spese.
Non ci sono costi certi sul Conclave 2025. Ci sono però dei riferimenti che ne fanno percepire l’ordine di grandezza. Secondo quanto riportato da Milano Finanza, nel 2005 l’organizzazione delle cerimonie per l’ultimo saluto a Giovanni Paolo II e per la successiva elezione di Benedetto XVI è costata circa 7 milioni di euro. Nel 2013, anno dell’elezione di Bergoglio, la Santa Sede ha riportato un deficit di 24 milioni: al rosso ha concorso anche il Conclave, anche se è improbabile che l’intero deficit sia imputabile alle cerimonie, anche perché – in quel caso – non ci fu un funerale: l’avvicendamento, infatti, non era dipeso dalla morte di Ratzinger ma dalla sua rinuncia al soglio pontificio. Le spese dipendono inoltre dalla durata del Conclave, che in questo 2025 è stato particolarmente rapido.
Alla voce costi vanno annoverate poi le risorse che arrivano dallo Stato italiano, cui spetta (in parte) la gestione dell’afflusso dei fedeli e la responsabilità della loro sicurezza. Quando fu eletto Benedetto XVI, l’allora sindaco di Roma, Gianni Alemanno, chiese fondi statali per 4,5 milioni. Dopo la morte di Francesco, il governo ha sbloccato 5 milioni per “mobilità, assistenza e accoglienza”, anche se il costo complessivo non è stato ancora quantificato.
L’impatto economico del Conclave
I costi complessivi sono comunque contenuti rispetto all’impatto economico che l’avvicendamento di due Papi genera. Secondo il Centro Studi di Unimpresa sarebbe stato compreso tra i 342 e i 576 milioni di euro. La cifra è il risultato delle spese dirette dei turisti, maggiorate di un “moltiplicatore economico” che tiene conto degli effetti indiretti, come forniture ai ristoranti, indotto e salari.
Si sarebbero così generati almeno 144 milioni di euro per gli alloggi, 57,6 milioni per la ristorazione, 28,8 milioni per i trasporti e 43,2 milioni per il commercio di souvenir religiosi.
Ciascun visitatore avrebbe speso in media 120 euro al giorno: 60 per l'alloggio, 24 euro per la ristorazione, 12 euro per i trasporti, 18 euro per souvenir e altri acquisti, 6 euro per altre voci, come donazioni o biglietti.
L’afflusso di pellegrini e turisti sarebbe stato compreso tra le 700mila e le 900mila persone, per un totale di 1,9-2,4 milioni di pernottamenti.
L’arrivo è stato massiccio soprattutto per l’ultimo saluto a Papa Francesco, con 400mila persone presenti il 26 aprile durante i funerali e circa 250mila nei giorni precedenti per sfilare accanto alla salma.
Per il Conclave sarebbero arrivati altri 200mila-300mila fedeli, con un picco di 40mila presenze in Piazza San Pietro al momento della fumata bianca, l’8 maggio.