Sono quasi 10 milioni gli italiani che hanno deciso di sottoscrivere un fondo pensione, secondo i dati 2023 di COVIP, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione. I motivi possono essere diversi a seconda dei casi, perché i fondi pensione godono di diversi vantaggi. Uno di questi, se non il principale per molte persone, è la bassa aspettativa nei confronti dell’importo della propria pensione, soprattutto per chi ha cominciato a versare contributi dopo il 1996, quando è entrato in vigore il sistema contributivo.
Un fondo pensione non è per sempre
Parliamo di trasferimento del fondo pensione quando il sottoscrittore decide di spostare tutto l’importo maturato dal suo attuale fondo a un altro, senza avere interruzioni nella forma di previdenza complementare scelta. Il concetto di continuità è importante, perché è su questa base che si può chiedere un anticipo per alcune ragioni predefinite, o per definire l’importo della prestazione finale della pensione integrativa. Sia per i fondi pensione privati sia per i negoziali, quelli cioè dedicati a una categoria iscritta a un determinato CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro), si può scegliere il trasferimento, ma solo se si soddisfano determinati requisiti.
A che condizioni è possibile chiedere un trasferimento?
Sono principalmente diverse le condizioni per chiedere di trasferire il proprio fondo pensione ed è necessario rispettarne almeno una.
- Nel caso di un fondo negoziale, è necessario che il lavoratore abbia cambiato lavoro e anche CCNL, perdendo quindi i requisiti per partecipare al vecchio fondo pensione.
- Il lavoratore può decidere di trasferire il proprio fondo pensione a un altro fondo anche se non cambia datore di lavoro, purché siano trascorsi almeno due anni di partecipazione al fondo originario, salvo diverse disposizioni previste dal regolamento del fondo.
- Se un lavoratore è iscritto a un fondo pensione collettivo e decide di aderire a un fondo pensione individuale, può richiedere il trasferimento delle somme accumulate.
- In caso di fusione o incorporazione di fondi pensione, i lavoratori possono trasferire le somme a un fondo diverso rispetto a quello risultante dall'operazione.
- Se un fondo pensione cessa di esistere, gli iscritti hanno diritto al trasferimento delle somme accumulate verso un altro fondo pensione.
Perché chiedere il trasferimento a un altro fondo pensione?
Possono essere diversi i motivi per cambiare fondo pensione. Tra i principali troviamo senza dubbio la volontà di avere migliori rendimenti, ma anche maggiore flessibilità, perché alcuni fondi propongono un’offerta di investimenti molto ampia, con la possibilità di personalizzare il proprio portafoglio. Possono anche essere cambiate le esigenze dell’investitore nel corso degli anni, soprattutto quando ci si avvicina alla pensione, e inoltre è possibile ricercare costi di gestione più bassi rispetto al proprio attuale, con evidenti risparmi sul lungo periodo.
Per contro, bisogna essere ben consapevoli della scelta che si fa cambiando gestore del fondo, leggendo con cura tutte le clausole della proposta e valutando con attenzione gli eventuali benefici.
Come chiedere il trasferimento a un altro fondo pensione
Se si è decisi a voltare pagina bisogna seguire una procedura standard, che parte con la richiesta scritta all’attuale fondo, precisando la volontà di trasferire la propria posizione al nuovo fondo individuato. In seguito alla segnalazione scritta, l’attuale fondo aprirà una pratica per verificare i requisiti per il trasferimento del richiedente. In caso di esito positivo, l’attuale fondo comunicherà al futuro fondo, segnalato dall’aderente, la volontà di trasferire la posizione individuale, chiedendo l’approvazione del passaggio. In seguito a queste verifiche formali, che possono durare fino a un massimo di sei mesi, si ottiene l’autorizzazione del trasferimento della propria posizione.