L’emergenza affitti e il quadro dei prezzi di vendita in Italia

Mercati e investimenti 5 minuti di lettura
Locazioni in crescita nelle grandi città, soprattutto al nord e nei centri universitari. Vediamo i motivi di questa corsa, che riduce le possibilità di giovani, studenti e professionisti e ne erode il potere d’acquisto.

Gli stipendi in Italia sono stagnanti da anni, il potere d’acquisto è in discesa, ma il costo della vita continua a salire. Una delle voci che preoccupa di più gli italiani è l’affitto.

L’aumento dei costi dell’affitto è causato principalmente da tre aspetti. Innanzitutto, l’aumento generalizzato dei prezzi ha ridotto la capacità di risparmio delle famiglie e al tempo stesso l’alto livello dei tassi di interesse sui mutui ha precluso a una vasta fascia di giovani e lavoratori la possibilità di comprare la prima casa, costringendoli a rimanere nel mercato della locazione.

In secondo luogo, la progressiva riduzione dello smart working sia nel settore privato che nel pubblico ha concentrato molti fuori sede nelle principali aree metropolitane del Paese, di conseguenza la domanda di stanze o piccoli appartamenti ha ampiamente superato l’offerta.

Inoltre, le grandi città e i borghi di villeggiatura vivono da anni sulla propria pelle gli effetti degli affitti brevi. Questo modello viene spesso preferito dai proprietari perché garantisce rendimenti potenziali più elevati, flessibilità contrattuale e azzera il rischio di morosità prolungata, riducendo però il numero di alloggi disponibili per residenti, famiglie e studenti.

La crescita degli affitti per gli italiani

Queste concause hanno portato a maggio/giugno 2026 il record di 15 euro al metro quadro al mese per gli affitti medi in Italia. Per capire il trend, basta confrontarlo con gli 11,70 euro al metro quadro del 2022, quando si stava chiudendo il periodo post-pandemico.

Milano si conferma la città più cara, toccando i 23,20 euro al metro quadro, contro i 20,80 euro del 2022. Poco dietro si posizionano Firenze e Venezia, rispettivamente a 22,30 e 21,80 euro al metro quadro. Appena sotto al podio troviamo Roma, che ha raggiunto il suo picco storico sfiorando i 20 euro al metro quadro, in netto aumento rispetto ai 14,20 euro di quattro anni fa. Chiude la top 5 Bologna, che si aggira intorno ai 17,20 euro al metro quadro.

Rovesciando la classifica, le città più economiche sono al sud: Caltanissetta è sotto i 5 euro al metro quadro, Chieti intorno ai 5,40 euro al metro quadro e Vibo Valentia si tiene sotto i 6 euro al metro quadro.

Di seguito i dati aggiornati al secondo semestre del 2026 relativi ai prezzi medi degli affitti residenziali (€/mq/mese) e la stima del canone mensile per un bilocale tipo di circa 50 mq:

CittàPrezzo Medio 2026 (€/mq/mese)Canone medio stimato per un bilocale di 50 mq
Milano23,20 €1.160 €
Firenze22,30 €1.115 €
Venezia (Insulare)21,80 €1.090 €
Roma19,80 €990 €
Bologna17,30 €865 €
Napoli13,80 €690 €
Torino11,50 €575 €
Catania9,60 €480 €
Vibo Valentia5,80 €290 €
Chieti5,40 €270 €
Caltanissetta4,80 €240 €

La risposta istituzionale per combattere la crisi abitativa

Di fronte all’aggravarsi della crisi abitativa e alla spinta inflazionistica che colpisce in particolare i ceti medi e i giovani, è entrata in vigore la legge di conversione del Piano Casa, che definisce una strategia di lungo periodo con l’obiettivo di mettere a disposizione circa 100.000 alloggi nei prossimi 10 anni. La misura si rivolge in particolare a studenti universitari e lavoratori trasfertisti, giovani coppie, genitori separati e anziani che scelgono soluzioni di cohousing.

Per raggiungere questo traguardo, l’intervento pubblico tocca tre aspetti. In primo luogo, un programma di recupero straordinario del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica e sociale, affidato alla gestione di un Commissario ad hoc per snellire le procedure e riqualificare gli alloggi sfitti o degradati.

In secondo luogo, promuove lo sviluppo dell’edilizia convenzionata e dell’housing sociale offrendo appartamenti a canone calmierato vincolati a questa destinazione per almeno 30 anni.

Infine, incentiva la realizzazione di grandi programmi integrati basati su partenariato pubblico-privato per stimolare la rigenerazione urbana e far nascere nuovi quartieri inclusivi ad alto impatto sociale.

Quali sono le agevolazioni e le tutele per chi vive in affitto?

Accanto agli interventi strutturali di lungo respiro introdotti dal Piano Casa, abbiamo diversi strumenti fiscali e contributivi ideati per alleggerire il peso dell’affitto.

Uno dei principali sostegni è la detrazione IRPEF per i giovani under 31 con un reddito complessivo contenuto, fino a un massimo di 15.493,71 euro. Questa misura, applicabile sui contratti per l’abitazione principale, offre l’abbattimento d’imposta fino a 2.000 euro, o del 20% del canone annuo, per i primi quattro anni del contratto.

Un altro pilastro fondamentale è rappresentato dai contratti a canone concordato con formula 3+2, che garantiscono agli inquilini un affitto inferiore rispetto ai parametri del mercato libero e consentono di fruire di detrazioni IRPEF proporzionate al reddito. Allo stesso tempo permettono ai proprietari di accedere all’aliquota ridotta della cedolare secca al 10% e a importanti sconti sull’IMU comunale.

Infine, a livello territoriale continuano ad avere un ruolo fondamentale i contributi comunali e le risorse dedicate al fondo per la morosità incolpevole. Le amministrazioni locali erogano infatti aiuti straordinari a fondo perduto attraverso bandi specifici, rivolti ai nuclei familiari che si trovano in temporanea difficoltà economica a causa di eventi imprevisti, come la perdita del posto di lavoro o la necessità di far fronte a spese mediche elevate.