- Cos'è il Quantitative Easing
Il Quantitative easing (letteralmente “alleggerimento quantitativo”) è l'acquisto, da parte delle banche centrali, di titoli di Stato (ma anche di altri tipi di titoli) per immettere nuovo denaro, stimolare la circolazione di moneta e tenere sotto controllo i rendimenti che i Paesi membri devono garantire agli investitori. - I tassi d'interesse
L'acquisto diretto di titoli è una misura straordinaria che si aggiunge alla più convenzionale gestione dei tassi d'interesse. La Bce, infatti, ritocca il tasso di riferimento (cioè quello che le banche devono pagare a Francoforte se prendono denaro in prestito), influenzando così i tassi interbancari. Quando i tassi sono ai minimi, la banca centrale non ha più la possibilità di ulteriori ritocchi. E deve passare ad altre misure. - Ltro e Tltro
Con questi due acronimi si indicano due programmi di rifinanziamento che hanno rappresentato il preambolo al Quantitative easing. Ltro sta per long term refinancing operation: è un sistema di concessione di prestiti (della durata di tre anni) alle banche che lo richiedessero. Tltro (long term refinancing operation) è un meccanismo simile ma con un requisito in più: obbliga gli istituti a utilizzare le risorse ottenute per i prestiti all'economia reale. Gli obiettivi erano soprattutto due: sostenere il debito pubblico degli Stati membri e incentivare le banche a iniettare liquidità. - Durata e volumi
Dopo gli scarsi risultati di Ltro e Tltro, il Qe parte nel marzo 2015: la Bce acquista ogni mese fino a 60 miliardi di euro in titoli. Un anno dopo, la cifra sale a 80 miliardi. Alla fine del 2016, Mario Draghi ha annunciato un'estensione del programma fino al 2017, associato una lieve frenata nei volumi. Che tornano ai livelli iniziali: 60 miliardi di euro al mese. - Tapering
Alla fine di questo periodo, si avvierà il tapering, cioè il processo di graduale riduzione degli stimoli monetari convenzionali (ritocco dei tassi) e non convenzionali (l'acquisto di titoli per creare moneta). - Gli effetti sui titoli di Stato
L'acquisto di titoli ha come effetto immediato l'aumento dei loro prezzi e la riduzione dei loro rendimenti. In altre parole: gli Stati europei maggiormente sotto pressione pagano meno interessi agli investitori, alleggerendo il debito pubblico. Allo stesso tempo, il Qe puntava anche a stimolare la circolazione di moneta e spingere l'inflazione, ritenuta troppo bassa. - Deflazione e inflazione
La Bce ha il ruolo di mantenere livelli di inflazione ottimali, attorno al 2%. In periodi di economia debole, l'inflazione cala. Il Quantitative easing ha quindi spinto la circolazione di moneta non riscontrando il rischio di una inflazione eccessiva. Si è deciso di dare priorità a un altro obiettivo: scongiurare la deflazione. Il calo generalizzato dei prezzi aumenta il potere d'acquisto ma disincentiva gli investimenti e mette a rischio le imprese, costrette così a tagliare costi (e posti di lavoro) per sopravvivere. - Gli effetti sui mercati
Uno degli effetti collaterali di un programma di Quantitative easing è, potenzialmente, il rischio di gonfiare una bolla finanziaria. L'acquisto dei titoli di Stato e i tassi d'interesse azzerati rendono poco profittevole il mercato obbligazionario. Con conseguente migrazione sulle attività finanziarie, più appetibili. Uno spostamento che, però, potrebbe spingere l'acceleratore sulla speculazione. - Il ruolo dell'euro forte
Nonostante la cautela delle dichiarazioni di Jackson Hole, uno dei fattori che potrebbe prorogare il Qe è la forza dell'euro. La valutazione della moneta comunitaria sta premendo sull'inflazione, contenendo ulteriormente i timori di una fiammata. Sarà anche l'andamento dell'euro a determinare la flessione (con tutta probabilità dolce) dell'acquisto di asset. - Non solo Europa
Il Quantitative easing è una manovra che ha accomunato (con piccole differenze di metodo) la Bce con altre banche centrali. La prima a muoversi è stata la Fed, già nel 2009, per reggere all'impatto della crisi economia. Ma anche il Giappone ha scelto la strada del Qe per battere la deflazione.