Quella di Anthropic, competitor di OpenAI nella grande partita dell’Intelligenza Artificiale, potrebbe essere una delle principali quotazioni in Borsa del 2026. Oltre una delle più grandi IPO (Initial Public Offering) della storia recente nel mercato della tecnologia.
La società californiana, creatrice del chatbot Claude, oggi è una delle protagoniste della corsa per lo sviluppo dell’IA generativa.
Secondo quanto anticipato dal Financial Times, starebbe accelerando le procedure per arrivare sul mercato azionario battendo sul tempo la rivale OpenAI. L’incarico per avviare i lavori sarebbe già stato affidato allo studio legale Wilson Sonsini (lo stesso studio che negli anni ha seguito gli esordi in Borsa di nomi come Google e LinkedIn) e in più sarebbero già state avviate conversazioni informali con alcune grandi banche d’affari, a conferma dell’interesse crescente per il salto a Wall Street.
Come nasce Anthropic e la rivalità con OpenAI
Anthropic è nata da una scissione interna di un gruppo di dipendenti in disaccordo con le strategie di OpenAI, che fondarono a San Francisco un laboratorio concorrente. L’azienda è guidata da due figure che provengono dalla società guidata da Sam Altman: l’amministratore delegato è Dario Amodei, ex vice president of research di OpenAI, affiancato dalla sorella Daniela Amodei, che era responsabile delle operations e della safety nell’azienda oggi rivale.
La scissione da OpenAI si è trasformata nel tempo in una gara a due sull’Intelligenza Artificiale. Tant’è che anche OpenAI a sua volta è impegnata in un lavoro preliminare per preparare una IPO e lo sbarco a Wall Street.
Il modello di business di Anthropic
L’accelerazione verso la quotazione di Anthropic si inserisce in un contesto di forte espansione e crescita costante che richiede capitali sempre più consistenti per sostenere la competizione con OpenAI, soprattutto nella corsa allo sviluppo dei modelli linguistici avanzati.
In questo contesto, Anthropic è impegnata in parallelo in un round di investimenti privati che a fine 2025 la valutava più di 300 miliardi di dollari. Una cifra enorme rispetto ai 180 miliardi di valutazione solo di settembre 2025. Questo incremento riflette in effetti la dinamica ormai strutturale del mercato dell’IA, dove le valutazioni tendono a raddoppiare in tempi rapidi, trainate dalla domanda crescente.
Amazon, Microsoft e Nvidia hanno già investito molte risorse nell’azienda guidata dagli Amodei, di cui 15 miliardi di recente. Un debutto in Borsa garantirebbe maggiori risorse per accelerare lo sviluppo tecnologico e rafforzare la capacità di acquisire startup complementari.
Allo stesso tempo, però, l’ingresso nei mercati finanziari imporrebbe una maggiore disciplina nei bilanci e nella redditività, oltre che per una governance più trasparente. Anthropic punta a più che raddoppiare il proprio fatturato, arrivando a circa 26 miliardi di dollari nel 2026. E di recente ha avviato un processo per una maggiore strutturazione interna con l’assunzione di figure chiave come Krishna Rao, tra gli artefici della quotazione di Airbnb.
Gli investitori ovviamente sarebbero molto favorevoli a un’IPO, convinti che la quotazione in anticipo rispetto a OpenAI potrebbe aumentare ancora di più la valutazione e la ricerca di capitali per un ulteriore sviluppo. «Operiamo già come se fossimo un’azienda quotata», ha fatto sapere un portavoce al Financial Times. «Non abbiamo preso alcuna decisione su quando, o se, andare pubblici». Una dichiarazione neutrale, ma che conferma che la grande corsa delle quotazioni dell’IA sta per cominciare.