La battuta di Elon Musk a marzo di “spegnere” il sistema satellitare Starlink di SpaceX per supportare le truppe ucraine ha fatto risuonare molti campanelli d’allarme in Europa. Si è trattato solo di una boutade, o di un fraintendimento, come lo stesso Musk ha ammesso poco dopo, ma la dipendenza da un unico attore non europeo per le comunicazioni satellitari è un nodo da sciogliere in fretta per ragioni di sicurezza e strategia.
Perché l’Europa è alla ricerca di un’alternativa a Starlink?
L’esplosione dell’incertezza geopolitica globale dopo le prime mosse dell’Amministrazione Trump ha reso chiaro a tutte le cancellerie del Vecchio Continente che non è sicuro dipendere da privati extra-europei per sicurezza e autonomia. Parlare di possibili ritorsioni e ricatti è forse troppo forte, ma il rischio, pur minimo, c’è. Soprattutto quando parliamo di difesa e reti di comunicazione governative e intergovernative, che devono essere sicure anche in caso di pesanti attacchi informatici o, peggio, guerre.
In secondo luogo, l’Europa intende recuperare il ruolo di leader tecnologico nel mondo e per farlo è necessario creare un proprio network di satelliti, così da spingere su ricerca e innovazione e potenziare il know-how del settore aerospaziale e delle telecomunicazioni, oltre che dell’Intelligenza Artificiale. Questi investimenti, inoltre, potrebbero aiutare anche lo sviluppo di connettività in molte aree remote e rurali del continente, permettendo a sempre più persone di accedere a servizi pubblici, istruzione, informazione e servizi, con conseguente miglioramento delle condizioni di benessere generale.
A che cosa sta lavorando l’Europa
Il progetto più importante è IRIS (Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite), che prevede un investimento di circa 2,4 miliardi di euro e ha l’obiettivo di creare una rete satellitare indipendente per l’Europa. I tempi sono la sfida più importante, perché non sarà realtà almeno fino al 2030.
Nel frattempo, sono due le risposte più immediate verso la crescente attenzione in questo settore.
GOVSATCOM (GOVernmental SATellite COMmunications) è un programma dell'Unione Europea con una forte sinergia con IRIS2 e si prevede che venga attivato già nel 2025. Questa iniziativa, che fa parte del Programma Spaziale dell'UE con partecipazione italiana, intende garantire a lungo termine servizi satellitari governativi affidabili, sicuri ed economici per autorità pubbliche nazionali e UE impegnate in missioni e infrastrutture critiche per la sicurezza. Prima del 2025, GOVSATCOM si baserà su sistemi satellitari nazionali esistenti e operatori privati accreditati, mentre dal prossimo anno gli attuali sistemi potranno essere integrati da ulteriore infrastruttura spaziale dedicata.
La seconda risposta sul breve periodo si chiama OneWeb: in principio britannica, ora parte del gruppo francese Eutelsat, OneWeb intende fornire connettività internet globale tramite una rete di satelliti in orbita bassa. In questo caso la sfida principale è legata al numero dei satelliti: OneWeb ha attualmente 650 satelliti operativi, contro gli 8.000 di Starlink. Con una differenza così ampia è difficile poter competere con il gruppo americano per quanto riguarda copertura, banda e affidabilità della rete in condizioni di stress. Ciò che gli esperti si attendono è una forte accelerazione negli investimenti di OneWeb dopo l’acquisizione francese e soprattutto dopo l’allerta dell’Unione Europea.