Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso. Le previsioni economiche in Europa fanno intravedere sempre più il rischio di una stagflazione, mentre il governo italiano chiede maggiore flessibilità sui conti per far fronte agli aiuti a cittadini e imprese contro il caro energia. Negli Stati Uniti si apre una nuova fase per la Federal Reserve con l’inizio della presidenza di Kevin Warsh, mentre la crescita cinese rallenta a causa della contrazione della domanda interna.
Hormuz resta chiuso, aumenta l’inflazione
Lo Stretto di Hormuz resta chiuso, mentre la firma dell’accordo tra Iran e Stati Uniti, attesa da giorni, slitta ancora. Un rinvio che prolunga l’incertezza e continua ad alimentare le tensioni sui mercati. E anche nel caso in cui un’intesa dovesse arrivare, un ritorno rapido alla normalità appare improbabile: a pesare sono i timori legati alla presenza di mine e i danni alle infrastrutture.
Intanto, la chiusura prolungata dello snodo marittimo ha già prodotto effetti evidenti sull’economia globale. Il prezzo del petrolio è salito, così come i costi del trasporto delle merci e i premi assicurativi per le rotte commerciali.
Le ricadute si riflettono anche sull’inflazione: nell’area euro il tasso annuo ha raggiunto il 3%, con la componente energetica in aumento del 10,8% rispetto ad aprile 2025. Negli Stati Uniti l’inflazione annua è invece salita al 3,3%, il livello più alto da maggio 2024.
Le nuove stime della Commissione europea
Le previsioni economiche europee della primavera 2026 prospettano un’attività economica più debole, a causa del nuovo shock energetico che riaccende l’inflazione.
Prima della fine di febbraio 2026, l’economia dell’Ue era in una fase di crescita, ma le prospettive sono cambiate dallo scoppio del conflitto.
Secondo la Commissione europea, l’economia dell’Ue continuerà a crescere, ma a un ritmo più lento. Le previsioni di crescita sono quindi state riviste al ribasso.
La crescita italiana si attesterà allo 0,6% nel 2027. Nel 2026 l’Italia avrà un aumento del Prodotto interno lordo dello 0,5 per cento. Rispetto alle previsioni di autunno 2025 (?), la Commissione ha tagliato di 0,3 punti percentuali la crescita per l’anno in corso e di 0,2 punti percentuali per il prossimo anno.
All’Eurogruppo informale che si è tenuto a Nicosia, Cipro, il presidente Kyriakos Pierrakakis ha parlato di “pressione stagflazionistica”, dicendo che la Commissione europea sta preparando misure “temporanee, mirate e specifiche”, sul modello di quelle adottate nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
L’Italia chiede maggiore flessibilità sui conti pubblici, ma l’Europa risponde no
La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, chiedendo di estendere temporaneamente le deroghe al Patto di stabilità, già previste per le spese militari, anche agli interventi necessari ad affrontare l’emergenza energetica.
Sarebbe in corso una trattativa tra Roma e Bruxelles per ottenere maggiore flessibilità, ma la strada è in salita. Il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis ha escluso deroghe al Patto di Stabilità, ma ha fatto sapere che si starebbero valutando diverse opzioni.
Il presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis ha precisato però che la risposta dei governi non deve trasformare la crisi energetica in una crisi dei conti pubblici, con interventi generalizzati sui prezzi dell’energia che creano debito. Sulla stessa linea la Banca centrale europea, che insiste sul principio delle “tre T”: gli aiuti pubblici devono essere “temporary”, “targeted” e “tailored”, temporanei, mirati e specifici.
La Cina rallenta: consumi deboli, produzione sotto attese e domanda interna in calo
L’economia cinese ad aprile ha mostrato un rallentamento, con un deterioramento di consumi, produzione industriale e investimenti, mentre Pechino inizia a svelare i primi dettagli degli accordi commerciali con gli Stati Uniti discussi nel corso del vertice tra Xi Jinping e Donald Trump.
Le esportazioni cinesi non riescono più a compensare il calo della domanda interna. La produzione industriale ad aprile è cresciuta del 4,1% su base annua, al di sotto delle previsioni vicine al 6%.
Le vendite sono aumentate di appena lo 0,2%: si tratta della crescita della domanda più debole da dicembre 2022. Pechino rivendica però anche i risultati dell’incontro tra Xi e Trump. La Cina ha annunciato l’accordo preliminare per l’istituzione di due «consigli bilaterali» con Washington, per il commercio e per gli investimenti. Il Ministero del Commercio cinese ha confermato che acquisterà 200 aerei Boeing, più motori e altri componenti americani.
La Cina si è inoltre impegnata a comprare prodotti agricoli statunitensi per un valore di 17 miliardi di dollari all’anno fino al 2028.
Kevin Warsh alla Fed: nuova fase per la banca centrale americana
Kevin Warsh è stato nominato e insediato alla guida della Federal Reserve, subentrando a Jerome Powell in un momento di forte instabilità.
La nomina è arrivata in una fase caratterizzata da inflazione in salita, tra mercati volatili e instabilità geopolitica, con una crescente pressione da parte della Casa Bianca di Donald Trump sull’indipendenza della banca centrale statunitense. La Federal Reserve si trova davanti al classico dilemma: mantenere i tassi fermi oppure intervenire con politiche restrittive, se l’inflazione dovesse accelerare ancora.
Trump ha criticato apertamente le politiche della banca centrale negli ultimi anni, accusandola di aver perso il focus. Warsh, considerato vicino a Trump, nel discorso di insediamento ha detto: “Il nostro mandato alla Fed è promuovere la stabilità dei prezzi e la massima occupazione. Quando perseguiamo questi obiettivi con saggezza e chiarezza, con indipendenza e risolutezza, l’inflazione può essere più contenuta e la crescita più robusta”. “Voglio che sia indipendente e che faccia semplicemente un ottimo lavoro. Non guardare me. Non guardare nessuno. Fai semplicemente il tuo lavoro e fallo bene”, ha dichiarato Trump.