Fiver: I 5 fatti economici di Agosto 2026

Mondo Pictet 4 minuti di lettura
Dal petrolio in risalita alle quotazioni di Unitree e Shein, fino all’attesa per il rialzo dei tassi di interesse.

Il prezzo del petrolio che torna a salire, l’attesa per il rialzo dei tassi di interesse e la sfida sui dazi tra Stati Uniti e Canada. Ma anche le quotazioni di Unitree e Shein, e la frenata dell’industria in Cina. Ecco i cinque principali fatti economici di agosto 2026.

Il petrolio torna a salire con le tensioni tra Stati Uniti e Iran

Si riaccendono le tensioni tra Stati Uniti e Iran e il prezzo del petrolio torna a salire. I tentativi di avviare i colloqui di pace sembrano in stallo e gli attacchi missilistici incrociati sono ripresi. Mentre lo stretto di Hormuz, da cui transitava un quinto del petrolio mondiale, resta in gran parte chiuso.

Ad agosto, la Casa Bianca ha promesso di portare l’Iran “all’asfissia economica” per costringerlo a riaprire la via marittima, ma la situazione è cambiata di poco. Nonostante il blocco non sia più totale, il livello del transito di petrolio resta ben al di sotto di quello precedente il conflitto. E sui mercati c’è una carenza di offerta, che ha fatto risalire il prezzo del barile fino ai 90 dollari.

Tassi di interesse e nuove tensioni commerciali

Intanto Banca Centrale Europea e Federal Reserve preparano un rialzo dei tassi di interesse per tenere a bada l’inflazione crescente dovuta al caro energia. Dalle minute della riunione della BCE di luglio è venuto fuori che sarà probabilmente necessario un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse per riportare l’inflazione al 2%. Anche il governatore della FED Kevin Warsh, negli incontri annuali di Jackson Hole, ha pronunciato un discorso che lascia presagire un possibile aumento dei tassi d’interesse, contraddicendo le aspettative del presidente Donald Trump.

Nuova guerra dei dazi tra Stati Uniti e Canada

Nel mese di agosto, intanto, il presidente americano ha avviato una nuova battaglia commerciale con il Canada. Nonostante i negoziati dell’ultimo minuto tra Washington e Ottawa, i nuovi dazi del 50% imposti da Trump su diversi prodotti canadesi per un valore di 28 miliardi di dollari sono entrati in vigore. E il Canada, che si è rifiutato di accettare le condizioni imposte da Washington per evitare l’introduzione dei dazi, ha replicato con tariffe in vigore dall’8 settembre, dal 15% al 50% su 700 prodotti statunitensi, per un controvalore di circa 20 miliardi di dollari.

Unitree e Shein debuttano in Borsa

Agosto è stato il mese del debutto in Borsa di due importanti nomi dell’economia cinese: quello di Unitree e Shein. La prima, una delle società più influenti nella produzione di robot umanoidi quadrupedi, si è quotata sullo STAR Market di Shanghai guadagnando il primo giorno circa il 460% rispetto al prezzo dell’IPO. Ma nei giorni di Borsa successivi le azioni hanno perso circa il 45%. Il debutto a Hong Kong di Shein, nome di punta dell’ultra fast fashion cinese, è invece partito con un tonfo, perdendo oltre il 10%, per poi recuperare. L’operazione valuta il gruppo cinese circa 26,3 miliardi di dollari statunitensi, al di sotto dei quasi 100 miliardi di dollari raggiunti dalla società nel 2022, nel pieno del boom dell’e-commerce post pandemia.

L’industria cinese rallenta

In questo contesto, ad agosto dalla Cina sono arrivati ulteriori segnali di rallentamento dell’economia. La produzione industriale di Pechino ha frenato, con un aumento di solo il 4,5% su base annua, in calo rispetto al +5,3% registrato a giugno e al di sotto delle attese degli analisti, che puntavano a una crescita del 5%. È la crescita più debole degli ultimi mesi dovuta, secondo le autorità cinesi, alla domanda interna debole e alle interruzioni legate a eventi meteorologici estremi.  Il rallentamento è emerso in modo marcato nel settore manifatturiero e nel comparto di elettricità, riscaldamento, gas e acqua, strettamente legato ai livelli di attività economica.