Il mese in cui l’estate cede il passo all’autunno ha visto gli Stati Uniti protagonisti: dall’introduzione di nuovi dazi a partire dal primo ottobre, all’accordo su TikTok con la Cina, fino alla scelta della FED di tagliare i tassi dello 0,25%. L’Italia, dal canto suo, ha incassato la fiducia dell’agenzia di rating Fitch per il lavoro sul fisco e sui conti pubblici, ma molte famiglie continuano a faticare: il potere d’acquisto è calato del 5,8% rispetto al 2021.
Dal 1° ottobre entrano in vigore nuovi dazi americani
Tra pochi giorni i mobili da cucina e bagno e i prodotti correlati dovranno scontare nuovi dazi al 50% per essere venduti negli Stati Uniti. Inoltre, per proteggere i produttori americani, saranno attivi anche dazi al 25% sulle importazioni di camion pesanti. In terzo luogo, saranno imposti dazi al 100% su qualsiasi prodotto farmaceutico di marca o brevettato, “a meno che un’azienda non stia costruendo il proprio stabilimento di produzione farmaceutica in America”, ha annunciato il presidente Trump sul suo social network Truth.
L’Europa però si è detta tranquilla per mezzo del portavoce della Commissione UE Olof Gill: “Il limite tariffario globale del 15% per le esportazioni dell’UE appresenta una polizza assicurativa che garantisce agli operatori economici Ue che non saranno applicate tariffe più elevate. L’UE e gli Stati Uniti continuano a impegnarsi per attuare gli impegni assunti nella dichiarazione congiunta, esplorando al contempo ulteriori settori per le esenzioni e una più ampia cooperazione”.
TikTok, Trump ha firmato l’ordine esecutivo
Ora è ufficiale: la famosa piattaforma social TikTok potrà continuare a essere utilizzata dai suoi 170 milioni di utenti americani, con la certezza che i propri dati saranno gestiti secondo le leggi di Washington.
L’ordine esecutivo firmato dal presidente Trump è un passo fondamentale per la creazione del nuovo consorzio che gestirà la piattaforma. Tra gli investitori sicuramente ci sarà Oracle, come precisato dallo stesso Trump, che “giocherà un ruolo molto importante in termini di sicurezza, protezione e tutto il resto. Quindi avremo ottimi controlli”. Rimangono ora da definire i processi delle approvazioni normative di Cina e Usa, oltre agli aspetti tecnici legati alla app che utilizzeranno i cittadini americani. Sarà la stessa del resto del mondo o avranno una versione di TikTok a stelle e strisce creata apposta per loro?
La FED taglia i tassi dello 0,25%, ma la preoccupazione per l’inflazione frena ulteriori azioni
Dopo tanta pressione dal partito Repubblicano, ma soprattutto dopo i dati in calo sull’occupazione americana di inizio agosto, il 17 settembre la Federal Reserve ha tagliato i tassi sui federal-funds dello 0,25%. Alcuni analisti si aspettavano una sforbiciata dello 0,50%, ma 11 componenti del consiglio direttivo della FED su 12 hanno preferito procedere per uno step più contenuto.
Pochi giorni fa, il presidente della FED Jerome Powell ha spiegato che il doppio taglio dei tassi avrebbe potuto “lasciare incompiuto il lavoro sull’inflazione”, perché l’incertezza legata all’aumento dei prezzi è ancora elevata. Fino a quando non sarà possibile prevedere una discesa stabile dell’inflazione, quindi, la Federal Reserve continuerà a procedere con cautela.
Fitch ha alzato il rating dell’Italia a BBB+ con outlook stabile
Per il secondo anno consecutivo, l’agenzia di rating Fitch ha alzato la valutazione del nostro Paese: ora la pagella tricolore recita BBB+ con un outlook stabile e questa è sicuramente una buona notizia per i conti italiani, perché pagheremo meno tassi di interesse sul futuro debito.
Questa decisione è stata presa in virtù della “maggiore fiducia nella traiettoria fiscale dell'Italia, sostenuta da una crescente prudenza nei conti pubblici e da un forte impegno a raggiungere gli obiettivi di bilancio a breve e medio termine previsti dal nuovo quadro di bilancio dell’UE”, ha spiegato Fitch in una nota ufficiale.
Inoltre, secondo gli analisti dell’agenzia, il contesto politico stabile, il continuo slancio riformatore e la riduzione degli squilibri esterni migliorano ulteriormente gli indicatori di credito dell'Italia. Questi fattori mitigano i rischi derivanti dal debito pubblico ancora elevato e dalle crescenti sfide esterne”. Insomma, per ora la direzione è quella giusta, ma bisognerà mantenere la barra dritta.
Le famiglie italiane sono più povere rispetto a 5 anni fa
Il costo della vita corre a un ritmo più alto degli stipendi degli italiani. Questo, in sintesi, è quanto confermato da una ricerca dell’Area Studi di Mediobanca, che non è la prima a esprimersi su questo fronte. Già in primavera l’ILO aveva sottolineato come, tra il 2008 e il 2024, gli italiani avessero perso ben 8,7 punti di potere d’acquisto; poche settimane fa, l’OCSE affermava che i salari reali dei primi tre mesi dell’anno sono inferiori del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2021.
Ora anche Mediobanca, che ha preso in esame i dati di 1905 società italiane, ha rafforzato queste analisi: tra il 2015 e il 2024, l’inflazione cumulata in Italia ha sfiorato il 20% e soprattutto “ha eroso il potere d’acquisto dei lavoratori delle 1905 imprese, con una perdita media del 2,8% sul 2015 che sale al 5,8% se si prende come riferimento il 2021, anno di uscita dalla pandemia”.