La trattativa sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea ha caratterizzato il mese di luglio, spingendo anche la BCE a prendersi una pausa in attesa di maggiori indicazioni. In direzione opposta Londra e New Delhi, che invece hanno scelto la strada del libero scambio.
Accordo sui dazi tra USA e UE
Il metodo Trump, alla fine, sembra funzionare. Il presidente degli Stati Uniti minaccia dazi elevati e fissa una data, entro la quale forza le controparti a negoziare. È successo anche con l’Unione Europea: a pochi giorni dalla scadenza, Trump e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno raggiunto un’intesa. Viene introdotta un’aliquota tariffaria al 15% comune a quasi tutte le merci che verranno esportate dall’Europa verso gli Stati Uniti. Si tratta di un livello inferiore rispetto a quanto prospettato da Trump ma pur sempre triplo rispetto alla media precedente (del 4,8%).
Come parte dell’accordo, l’UE rinuncia all’applicazione di dazi per 92 miliardi (che sarebbero dovuti partire il 7 agosto), si impegna ad acquistare dagli States prodotti energetici per circa 750 miliardi e forniture militari. Von der Leyen ha inoltre garantito investimenti oltre Atlantico per 600 miliardi di dollari e mano leggera sulla regolamentazione di criptovalute, intelligenza artificiale e società tecnologiche.
Tassi, la BCE si prende una pausa
La Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi invariati: il tasso sui depositi è al 2%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. Si tratta della prima pausa dopo otto tagli consecutivi, inaugurati con l’avvio dell’allentamento monetario nel giugno 2024.
La decisione è arrivata prima dell’accordo USA-UE sui dazi. Si è trattato quindi di una mossa attendista, in linea con quella della FED. Dazi più elevati avrebbero rilanciato le preoccupazioni su una fiammata inflazionistica, invitando quindi l’Eurotower a stringere i cordoni. L’accordo tariffario sembra invece poter consentire alla BCE di proseguire verso un progressivo (anche se sempre cauto) allentamento.
Libero scambio: storico accordo tra India e Gran Bretagna
India e Gran Bretagna hanno firmato un accordo di libero scambio che punta a eliminare le restrizioni all’export di alcune categorie di prodotti e ad aumentare i flussi commerciali di 25,5 miliardi di sterline.
I premier dei due Paesi, Keir Starmer e Narendra Modi, hanno definito l’accordo “storico”, anche per il passato coloniale che lega Londra e New Delhi. Stramer ha sottolineato che si tratta del più importante accordo commerciale sottoscritto dal Regno Unito nell’epoca post-Brexit.
Bitcoin al nuovo record
Nel mondo delle criptovalute si chiama ATH: All Time High, ossia record storico. Il 14 luglio, Bitcoin ha superato per la prima volta la soglia dei 120.000 dollari e fissato la bandierina a una nuova vetta, oltre i 122.000 dollari. Rispetto a inizio anno, il valore della principale valuta digitale ha registrato un aumento che sfiora il 30%, trascinando l’intero mercato: si segnalano infatti – tra gli altri - Ether a un passo dai 4.000 dollari e Solana tornata oltre i 200 dollari.
Via libera al DDL conti correnti
È arrivato il via libera definitivo al testo unificato delle proposte di legge AC 1091 e AC 1240. Il cosiddetto “DDL conti correnti”, costituito da un solo articolo, regola i rapporti tra banche e correntisti. “Fermo restando l'obbligo di osservare le disposizioni nazionali ed europee in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo – si legge nel testo – la banca non può in alcun caso esimersi dalla stipula di un contratto di conto corrente con chiunque lo richieda”. In caso di diniego, la banca comunica deve comunicare le motivazioni per iscritto, entro dieci giorni dalla richiesta di apertura del conto corrente. L’istituto, inoltre, “non può recedere dal contratto di conto corrente a tempo determinato o indeterminato quando i saldi siano in attivo”, fatta eccezione per i casi legati a riciclaggio e finanziamento del terrorismo.