Fiver, i cinque fatti economici di agosto 2025

Mondo Pictet 5 minuti di lettura
Trovato l’accordo sui dazi tra USA e UE, con conseguente effetto domino per le banche centrali. Critiche da Draghi e Trichet all’Europa, mentre in Italia focus sull’OPS di Mediobanca su Banca Generali bloccata dai soci.

USA e UE hanno dominato le agende di questo mese di agosto, dalla chiusura dell’accordo sui dazi alle trattative per favorire i colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Non sono mancate le polemiche per le scelte dei politici europei in fatto di accordi commerciali e di irrilevanza geopolitica, dopo l’incontro tra Trump e Putin. Le banche centrali si muovono già per settembre, con probabili tagli dei tassi, mentre in Italia ha tenuto banco lo stop all’OPS di Mediobanca su Banca Generali voluto dai soci.

Siglato l’accordo sui dazi tra USA e UE

Dopo settimane di trattative e dichiarazioni più o meno distensive, è stato siglato l’accordo sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea con un indubbio vincitore: Trump. I politici del Vecchio Continente hanno spiegato che in questo modo è stata evitata una guerra commerciale che avrebbe fatto male a tutte le parti in causa, ma è difficile gioire perché a essere penalizzati sono i Paesi europei. Vero è che il 15% di dazi è meno di quanto minacciavano da oltreoceano, ma i prodotti più colpiti sono rilevanti per l’Italia e le principali economie europee: vino, alcolici, acciaio e alluminio su tutti. E al tempo stesso l’Europa prevede investimenti per 1.400 miliardi di dollari negli USA entro il 2028, a partire da energia e microchip, oltre a essersi detta disponibile a non introdurre la web tax contro i giganti della Silicon Valley.

Draghi e Trichet “sferzano” l’Europa

Due ex banchieri centrali, Mario Draghi prima e Jean-Claude Trichet poi, hanno spronato i politici europei a cambiare strategia per tornare a essere rilevanti sul piano economico e geopolitico globale, proprio sulla scia dei dazi imposti dagli USA e sulla poca centralità per risolvere la guerra Russia-Ucraina. 

“Per anni l’Unione Europea ha creduto che la dimensione economica, con 450 milioni di consumatori, portasse con sé potere geopolitico e nelle relazioni commerciali internazionali”, ha detto Draghi, spiegando che “quest’anno sarà ricordato come l’anno in cui questa illusione è evaporata”. D’accordo con lui il suo predecessore alla BCE Trichet, che traccia la via: “l’Europa deve accelerare sul progetto federale se vuole restare protagonista nello scenario internazionale. Il mondo è cambiato da quando il presidente degli Stati Uniti ha deciso di imporre la sua legge del più forte. L’unico modo per noi europei di reagire è promuovere l’attuazione del progetto federale e non possiamo essere pessimisti su quest’obiettivo”.

Possibile un nuovo taglio dei tassi della BCE

Le banche centrali sono state protagoniste nella seconda metà di agosto. Il deprezzamento del dollaro e l’urgenza di rispondere ai dazi ha portato la presidente della BCE Christine Lagarde ad affermare, durante l’International Business Council del World Economic Forum di Ginevra, che “l’economia dell'area dell’euro si è dimostrata resiliente all’inizio di quest’anno di fronte a un contesto globale difficile”, ma “guardando al futuro, secondo le proiezioni di giugno dell'Eurosistema, si prevede un rallentamento della crescita alla fine del terzo trimestre”. Gli analisti della BCE, ha continuato, “terranno conto delle implicazioni dell’accordo commerciale UE-USA per l’economia dell’area dell'euro nelle prossime proiezioni di settembre, che guideranno le nostre decisioni nei prossimi mesi”.

All’orizzonte un taglio dei tassi anche per la FED

Il Presidente della Federal Reserve americana, Jerome Powell, è stato anche più esplicito dal palco di Jackson Hole. “I rischi sull'inflazione sono al rialzo, quelli sul lavoro al ribasso”, ha spiegato parlando di un cambiamento nell’equilibrio dei rischi, che “potrebbe giustificare un adeguamento” nelle scelte della banca centrale. Tradotto, probabilmente abbasseremo i tassi di interesse.

Analizzando la situazione del mercato del lavoro americano, Powell ha osservato uno “strano equilibrio e questo suggerisce che i rischi al ribasso sull’occupazione sono in aumento. Se dovessero materializzarsi, potrebbero farlo rapidamente sotto forma di un aumento dei licenziamenti e della disoccupazione”. Questo scenario negativo potrebbe però limitare le preoccupazioni che l'aumento dei prezzi, a causa dei dazi, spinga ulteriormente l'inflazione, che resta comunque alta, ben oltre il 2%. “Gli effetti delle tariffe sui prezzi sono chiaramente evidenti”, ha concluso, ricevendo apprezzamento sia dagli altri banchieri centrali sia dai mercati.

Mediobanca, l’assemblea dei soci blocca OPS su Banca Generali

Il 21 agosto l’assemblea di Mediobanca ha bocciato l’offerta pubblica di scambio su Banca Generali, un’operazione fortemente voluta dall’Amministratore Delegato Alberto Nagel per contrastare l’OPA di Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca. 

Sono state decisive le astensioni di soci chiave come Delfin, Caltagirone e le casse previdenziali, che hanno implicitamente detto no alla proposta del management di Mediobanca. A quel punto, è stata dichiarata ufficialmente decaduta l’offerta, con Nagel che ha parlato di “opportunità mancata, non risparmiando critiche a causa di evidenti “conflitti di interesse” per alcuni soci. Per ora Nagel resterà in carica, ma la partita è ancora tutta da giocare con Monte dei Paschi di Siena.