È stato il mese delle elezioni presidenziali americane, con una vittoria sorprendente nelle proporzioni più che nel risultato. Ma sono state settimane intense anche al di qua dell’Atlantico, con la BCE vigile sui prossimi passi e la Commissione europea alle prese con un risiko politico risolto non senza patemi.
Il ritorno di Trump
Nessuna tornata elettorale catalizza l’attenzione quanto le presidenziali americane. Ancora di più quando a correre e vincere è una figura divisiva come Donald Trump. Il candidato repubblicano, dato in leggero vantaggio nei sondaggi, ha ottenuto una vittoria molto più larga del previsto, battendo la vicepresidente democratica uscente Kamala Harris.
In attesa dell’insediamento, il prossimo gennaio, Trump ha già definito la sua (discussa) squadra. Nessuna sorpresa nel ruolo di capo di gabinetto: Susie Wiles, grande artefice della campagna elettorale, sarà la prima donna a ricoprire l’incarico. Segretario di Stato sarà Marco Rubio, rigido nei confronti di Cina e Iran e favorevole al cessate il fuoco in Ucraina. Robert F. Kennedy Jr, figlio di Bob, guiderà il dipartimento della Salute: è conosciuto per le sue posizioni no-vax. All’Istruzione è andata Linda McMahon, fondatrice, con il marito Vince, della World Wrestling Entertainment (WWE). Ed Elon Musk? Il grande sostenitore di Trump sarò alla guida del neonato DOGE, un dipartimento per migliorare l’efficienza del governo (anche attraverso il taglio dei costi).
Bitcoin al record storico
La risalita del Bitcoin, trainando come sempre l’intero mercato delle criptovalute, si è compiuta. Dopo il picco del 2021, la prima moneta su blockchain si era assopita, ritracciando per tutto il 2022. Poi la crescita, con un primo guizzo a inizio 2024 e un vero e proprio rally dopo l’estate, che ha portato la quotazione di un singolo Bitcoin a sfiorare i 100.000 dollari. Come sempre, non è possibile individuare una singola scintilla. A livello cronologico c’è però una corrispondenza tra lo scatto in avanti e l’elezione di Trump, considerato un sostenitore delle crypto e – in generale – portatore di un approccio meno vincolante a livello normativo.
La Conferenza sul clima
Dall’11 al 24 novembre, si è tenuta a Baku, in Azerbaigian, la COP29, l’annuale Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Il principale accordo riguarda i fondi da destinare ai Paesi in via di sviluppo. La questione è complessa, ma può essere sintetizzata così: i Paesi ricchi hanno già sfruttato le risorse del pianeta e adesso spingono sulla transizione sostenibile; quelli in via di sviluppo reclamano la possibilità di poter sfruttare tutte le fonti energetiche, per evitare il rallentamento della propria crescita. O, in alternativa, spingono per ricevere sostegno finanziario e accelerare la transizione. Alla COP29, hanno quindi chiesto 1.300 miliardi di dollari da qui al 2035. Si è arrivati a un compromesso: 300 miliardi di dollari. Molto meno delle richieste iniziali ma il triplo di quanto stanziato nel precedente accordo, firmato nel 2009 e in scadenza.
La nuova Commissione
Alla fine, il Parlamento europeo ha approvato la formazione della Commissione europea presieduta da Ursula Von der Leyen. Il voto lascia però non pochi interrogativi. È infatti arrivato con 370 sì, 282 no e 36 astensioni. Lo scorso luglio, Von der Leyen aveva ottenuto il mandato a formare la nuova squadra con una maggioranza più abbondante, forte di 401 sì. Ben 31 voti persi, dovuti alle critiche incrociate dei gruppi parlamentari nei confronti di un governo di larghe intese che ha scontentato sia i partiti di sinistra che quelli di destra.
La negoziazione sugli incarichi si era bloccata, in particolare, sulle nomine dei vicepresidenti: Raffaele Fitto (criticato da liberali e socialisti) e Teresa Ribera (contro la quale si sono battuti i popolari).
BCE: taglio maxi o soft?
Da quando ha deciso di allentare la propria politica monetaria, la BCE ha messo mano ai tassi per tre volte. La crescita economica, però, ristagna, mentre l’inflazione continua a stabilizzarsi attorno all’ottimo del 2%. Crescono quindi le pressioni nei confronti dell’Eurotower, comprese quelle del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, secondo il quale le politiche restrittive “non sono più necessarie”. A dicembre, le probabilità di un nuovo taglio sono alte. Tanto che si discute di un altro possibile scenario: un taglio “maxi”. Non di 25 punti base (il canonico piccolo passo in una politica monetaria che ha sempre predicato cautela) ma di 50. Sarebbe un segnale forte.