Fiver, i cinque fatti economici di dicembre 2024

Mondo Pictet 5 minuti di lettura
Dai tagli dei tassi di BCE e FED alla nuova politica espansiva cinese, dalla crisi del settore auto in Europa alla corsa dei mercati.

Il 2024 si chiude tra incertezze politiche ed economiche a livello globale. A pochi giorni dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, tra le guerre in Medio Oriente e Ucraina e la caduta del regime degli Assad in Siria, l’economia americana continua a crescere mentre l’Europa rallenta, appesantita anche dalla crisi del settore dell’auto. BCE e FED hanno ridotto entrambe i tassi di interesse di 25 punti base e prevedono nuovi tagli, ma con ritmi diversi. E dalla Cina arriva per la prima volta in 14 anni la volontà di adottare una strategia di politica monetaria “moderatamente espansiva” per il 2025 in vista dei nuovi dazi di Trump.

Le ultime dalla FED

La Federal Reserve nella riunione di dicembre ha ridotto ancora una volta i tassi d’interesse di 25 punti base al 4,25%-4,50%. È la terza volta che la FED prende una decisione di questo tipo dal 2020 ed era ampiamente previsto poiché l’economia statunitense procede bene, con dati positivi sull’occupazione e i consumi e l’inflazione al 2,7%, un po’ più alta rispetto all’obiettivo del 2%. Il Comitato di politica monetaria ha comunicato anche “le dimensioni e i tempi” dei prossimi aggiustamenti: la previsione è che l’anno prossimo la stretta sarà di soli 50 punti base e non di 100 come inizialmente previsto.

Le ultime dalla BCE

Il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea a dicembre ha deciso per un nuovo taglio dei tassi di interesse di 25 punti base, anche questo ampiamente atteso dagli analisti. Il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale scende al 3%. La presidente della BCE Christine Lagarde ha chiarito che altri tagli dei tassi arriveranno nei prossimi mesi. “L’attuale politica monetaria è restrittiva”, ha detto. “Ma se i dati in arrivo continueranno a confermare lo scenario di base, la direzione di marcia è chiara e prevediamo di abbassare ulteriormente i tassi”. La BCE finora ha varato quattro tagli di 25 punti base, ma nell’ultimo consiglio è stata discussa anche una manovra dello 0,5%. Nei prossimi mesi, l’Eurotower potrebbe decidere quindi anche un maxitaglio di 50 punti base se la crescita economica rallenterà ancora, in particolare in connessione con l’introduzione di dazi dagli Stati Uniti.

Auto in panne

Il CEO di Stellantis Carlo Tavares si è dimesso con effetto immediato, travolto dai risultati sulle vendite ben al di sotto delle aspettative. Il gruppo ha presentato successivamente al governo italiano un piano di rilancio con un investimento di 2 miliardi per tutte le fabbriche in Italia. Ma Jean Philippe Imparato, responsabile Stellantis per l’Europa, ha già detto che anche il 2025 sarà un anno duro. La crisi della casa automobilistica si inserisce in una situazione non rosea anche per i competitor di Stellantis, soprattutto in Europa. In Germania si è assistito a numerosi scioperi dei dipendenti della Volkswagen, che protestano contro il piano del gruppo automobilistico tedesco, tra i più grandi a livello europeo, di chiudere tre stabilimenti, avviare un piano da migliaia di licenziamenti e tagliare il 10 per cento degli stipendi. Queste turbolenze hanno ovviamente effetti a cascata anche su tutto l’indotto della componentistica. Bosch ha comunicato già un piano di licenziamenti per 5.500 persone, la maggior parte dei quali in Germania.

La reazione cinese

Il governo cinese ha annunciato un cambiamento radicale nella sua politica economica, dichiarando per la prima volta dal 2011 l’adozione di una strategia di politica monetariamoderatamente espansiva” per il 2025. La decisione sarebbe quella di alzare il deficit al 4% del Prodotto Interno Lordo, un record per il Paese, mantenendo un obiettivo di crescita economica di circa il 5%. L’ulteriore punto percentuale di PIL per il deficit (rispetto al 3%) in spesa ammonta a circa 179,4 miliardi di dollari. E gli stimoli saranno finanziati tramite l’emissione di obbligazioni speciali fuori bilancio. Una scelta in linea con una politica fiscale “più proattiva”, come è stata delineata dai vertici del partito dopo la riunione del Politburo di dicembre e la Central Economic Work Conference, dettata anche dalla necessità di contrastare l’impatto di un previsto aumento dei dazi statunitensi sulle importazioni cinesi con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.

Mercati ai massimi

I mercati azionari chiudono 2024 con performance positive, toccando dati da record, nonostante le incertezze politiche ed economiche globali. A farla da padrone è Wall Street. Lo S&P 500 è in crescita del 28% su base annua, il Nasdaq del 34 per cento. Mentre il bitcoin, dopo gli annunci di Trump di una amministrazione “crypto-friendly” e le indiscrezioni sul lancio di una sua stablecoin, ha sfondato la soglia dei 107.000 dollari. La maggior parte degli analisti sostiene che Wall Street continuerà a sovraperformare nel 2025, mentre alcuni temono un imminente dello scoppio della bolla. Ma anche in Europa i mercati hanno resistito alle gravi turbolenze politiche, soprattutto in Francia e Germania. Con il Dax che ha fatto registrare un balzo, guadagnando il 21% dall’inizio dell’anno. E il Cacao che non ha subito scossoni neanche dopo il cambio del quarto governo di Parigi dal 2022.