Generazione Z: come investono gli under 30

Mercati e investimenti 5 minuti di lettura
Forte interesse per gli investimenti, importanza dei valori e prodotti alternativi: i nati tra il 1997 e il 2012 stanno accelerando alcune tendenze, già in parte emerse con i Millennial

Cambiano le generazioni e cambiano gli investimenti. Spesso si pensa alla Gen Z come a una platea di giovanissimi. In realtà, si tratta dei nati tra il 1997 e il 2012. E se la coda è costituita ancora da adolescenti, la testa è formata da uomini e donne poco meno che trentenni. Quindi già entrati nel mondo del lavoro e con un piede in quello degli investimenti, nel quale stanno portando istanze nuove

Valori ESG e sostenibilità guidano le scelte della Gen Z

Il primo grande cambiamento riguarda il ruolo dei capitali. Il riferimento è ai criteri ESG, cioè all’impatto ambientale, sociale e di governance che la società nella quale si investe può produrre. In questo caso, la Gen Z non ha prodotto un vero e proprio salto: secondo il Global Retail Investor Outlook 2025 del World Economic Forum, l’attenzione ai temi etici è allineata con quella della generazione precedente. Il 66% degli investitori della Gen Z e il 70% degli investitori Millennial hanno infatti affermato che per un istituto finanziario è fondamentale essere in linea con le proprie convinzioni e i propri valori.

Il 55% sia della Gen Z che dei Millennial afferma inoltre di considerare “molto spesso” o “sempre” l’impatto ambientale e sociale di una società prima di investire. E, va da sé, apprezza la trasparenza delle aziende che permettono di verificare le informazioni che vanno al di là del conto economico e dei potenziali rendimenti. 

Perché la Generazione Z inizia a investire prima?

Per quanto, soprattutto in Italia, la propensione agli investimenti sia ancora limitata, il panorama globale offre uno spaccato promettente, visto che si parla di persone che stanno iniziando o inizieranno presto a prendere decisioni sui propri risparmi. Gli under 30 di oggi, spiega il WEF, “si avvicinano ai mercati dei capitali prima e mostrano maggiore interesse per le classi di attività più recenti e sofisticate” rispetto alle generazioni precedenti. Il cambiamento appare evidente soprattutto sul piano dell’interesse precoce: il 58% degli individui della Generazione Z inizia a informarsi sugli investimenti ancor prima di entrare nel mondo del lavoro (il 17% già in adolescenza), contro il 37% dei Millennial e il 21% dei baby boomer.

Dall’interesse alla partecipazione attiva, il passo è breve. Sempre secondo il WEF, il 6% della Gen Z ha iniziato a investire da adolescente e un altro 30% prima di iniziare a lavorare. Anche in questo caso, una precocità senza precedenti. Con ricadute concrete: l’ingresso anticipato nel mondo degli investimenti implica, prima di tutto, un approccio di lungo o lunghissimo periodo. E, si sa, obiettivi o orizzonti sono due tra i fattori che più plasmano la direzione dei capitali. Ma non è solo una questione di tempi.

 

 

Cosa comporta investire in prodotti complessi

La Gen Z ha maggiore tendenza a investire in prodotti complessi, come le classi di attività alternative (che coprono oltre un terzo del portafoglio per il 74% degli investitori) e le criptovalute. Qui il World Economic Forum accende una piccola spia: gli under 30 hanno fiducia nelle proprie competenze (uno su due afferma di avere una buona comprensione della terminologia finanziaria).

Spesso però, per età o sopravvalutazione, le basi sono ancora deboli. Diventa quindi fondamentale “allineare l'allocazione del portafoglio ai loro profili di rischio-rendimento ottimali”. In sostanza: vista la propensione a investire in prodotti complessi, è ancor più importante del solito che i ragazzi e le ragazze sappiano ciò che stanno facendo, a quali risultati possono ambire e a quali rischi vanno incontro

Come cambiano prodotti e piattaforme finanziarie per gli investitori più giovani

Per sintetizzare la fotografia di una platea d’investitori sempre più giovane, il World Economic Forum individua alcune tendenze, spinte in gran parte proprio dalla Gen Z, che riguardano l’evoluzione del sistema finanziario nel suo complesso.

Primo: gli investitori sono più curiosi, si impegnano prima delle generazioni precedenti, sono più aperti a soluzioni alternative e utilizzano con più disinvoltura la tecnologia. L’orizzonte d’investimento diventa più lungo, consentendo di superare le fluttuazioni e di sfruttare la spinta dell’interesse composto.   

Secondo: i prodotti e le piattaforme finanziarie si stanno evolvendo in base alle esigenze dei nuovi clienti. Contano sempre di più accessibilità e trasparenza, acquisiscono sempre più importanza i social network, soprattutto come fonte di informazioni. L’approccio è meno teorico e molto pratico (si impara facendo), con un ruolo centrale assegnato ai valori. Infine, l’Intelligenza Artificiale potrebbe essere la leva per consentire quell’accesso rapido e personalizzato richiesto dalle ultime generazioni.