I mercati ai massimi resistono alle turbolenze globali

Mercati e investimenti 5 minuti di lettura
Nonostante le guerre, le crisi politiche in Europa e le incertezze sulla politica americana, i principali indici hanno fatto segnare durante l’anno record su record.

Nonostante le incertezze politiche ed economiche globali, i mercati azionari nel 2024 hanno fatto registrare performance positive, toccando dati da record. Il mondo e le Borse sembrano muoversi in due direzioni diverse.

La guerra russa in Ucraina e il conflitto in Medio Oriente proseguono, mentre si infiamma nuovamente la Siria. I risultati delle elezioni presidenziali americane, con la vittoria di Donald Trump, lasciano intravedere una nuova politica dei dazi e l’acuirsi della guerra commerciale con la Cina. Mentre l’Europa è attraversata da tensioni di ogni tipo, con le crisi politiche in Germania e Francia, e le pressioni nel settore automobilistico, aggravate dalle dimissioni del ceo di Stellantis Carlos Tavares e dagli scioperi degli operai tedeschi della Volkswagen.

Eppure, i principali indici hanno fatto segnare durante l’anno record su record. Il DAX, l’S&P 500 e il Nasdaq si sono trovati a scambiare su massimi storici, dimostrando ottimismo e una grande capacità di identificare le opportunità nascoste anche nelle crisi. Inoltre, la globalizzazione ha reso i mercati sempre più resilienti: un evento negativo in una regione può infatti essere controbilanciato dalla crescita in un’altra parte del mondo. E con l’uso dei big data, gli algoritmi possono prendere decisioni veloci identificando in poco tempo nuovi trend di guadagno.

L’andamento dell’azionario negli USA

Certamente è Wall Street a farla da padrone, poggiando su aspettative di stabilità e crescita dell’economia statunitense, anche con la nuova amministrazione Trump. I flussi di investimenti si sono concentrati su asset rischiosi, mentre i flussi verso asset rifugio sono calati verso i minimi storici. E il VIX, l’indicatore della volatilità percepita, è sceso ai minimi.

A conferma della solidità dell’economia statunitense, con la crescita robusta che poggia molto sui consumi e la piena occupazione, nonostante l’inflazione un po’ più alta, la Federal Reserve ha fatto sapere di potersi permettere il “lusso” di essere un po’ più cauta sul taglio dei tassi.

S&P 500 e Nasdaq hanno registrato massimi storici, con le Big della tecnologia che hanno trainato i mercati. Mentre il bitcoin, in linea con gli annunci di Trump per una amministrazione “crypto-friendly”, ha continuato a macinare record su record.

Uno sguardo all’Europa

In Europa, il quadro appare molto meno ottimista rispetto agli Stati Uniti. La crescita economica è fragile e la Banca Centrale Europea proseguirà nell’allentamento della politica monetaria, con una divergenza marcata rispetto agli Stati Uniti ed effetti sui rendimenti obbligazionari, sui titoli di Stato e sui tassi di cambio euro-dollaro.

Eppure, nonostante le crisi politiche in Francia e Germania, sui mercati europei non si è registrata nessuna tempesta. La crisi dell’auto ha fatto crollare i titoli delle case automobilistiche tedesche, ma sono cresciuti i titoli di altre industrie, soprattutto quelle legate alla difesa, e il Dax ha fatto registrare un balzo. E a Parigi, anche dopo la caduta del governo Barnier e le incertezze sulla legge di bilancio, i mercati sono apparsi fiduciosi sulla risoluzione della crisi senza scossoni sui titoli di Stato francesi.

La corsa dell’oro

In parallelo alla crescita dei mercati azionari, nel 2024 abbiamo assistito alla crescita record del prezzo dell’oro. Una stranezza, visto che l’oro in genere è considerato un bene rifugio che cresce nei momenti di incertezza in alternativa alle azioni.

La corsa all’oro può essere dettata sì dalle tensioni geopolitiche e anche dagli acquisti di oro da parte di alcune banche centrali nel timore di una svalutazione del dollaro in previsione dei tagli dei tassi di interesse, ma tra le motivazioni potrebbe esserci anche la scommessa delle borse sui continui rialzi, tramite il ricorso agli ETF.

Borse e clima

Le storie finanziarie più “calde” del 2024 sono anche quelle che riguardano due materie prime alimentari, che, come tali, risentono anche dei cambiamenti economici in corso. Parliamo del cacao e del caffè, i cui prezzi hanno fatto registrare record su record con i futures impazziti.

Il caffè non era mai costato tanto negli ultimi cinquant’anni. Tra le cause dell’aumento ci sono la siccità in Brasile e i tifoni in Vietnam, ma anche il fatto che la materia prima fatica a viaggiare anche dall’Africa orientale sulle rotte del Mar Rosso a causa delle minacce degli Huthi dello Yemen.

Lo stesso è accaduto con il prezzo delle fave di cacao, in seguito ai danni subiti dalle piantagioni dei grandi Paesi produttori dell’Africa occidentale per il passaggio di El Niño. La scarsità della materia prima, con il rialzo dei prezzi, ha portato poi gli hedge fund a investire per assicurarsi i contratti futures, infiammando ulteriormente il mercato.

In aggiunta alle cause climatiche e finanziarie, vanno considerate anche le nuove norme dell’Unione Europea per impedire la vendita di prodotti che distruggono le foreste e che potrebbero rendere ancora più difficile per i produttori garantire le forniture di cacao e caffè, facendo salire ulteriormente i prezzi.