Modulo di Adeguata Verifica, cos’è e a cosa serve

Guida alla finanza 4 minuti di lettura
Non è un semplice passaggio formale, ma un obbligo che tutela gli intermediari e l’intero sistema finanziario. Ecco come funziona

Il Modulo di Adeguata Verifica è il documento attraverso il quale gli intermediari finanziari raccolgono informazioni riguardanti i clienti, la loro identità e le loro attività, con l’obiettivo di prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

È l’inquadramento legale italiano del processo che in lingua anglosassone è detto KYC, cioè Know Your Customer (conosci il tuo cliente). Non si tratta quindi di un’opzione dei singoli intermediari ma di un obbligo previsto dalla normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007).

Quando viene sottoscritto il Modulo di Adeguata Verifica

Il Modulo di Adeguata Verifica è richiesto in alcune circostanze specifiche. Prima di tutto, ogni volta che si avvia unrapporto continuativo”, ossia un legame con l’intermediario che si protrae nel tempo, come ad esempio l’apertura di un conto corrente. È necessario anche in caso di operazioni occasionali “sopra soglia”, con importi pari o superiori a 15 mila euro.

Ci sono anche circostanze discrezionali. Si può infatti richiedere la compilazione del Modulo di Adeguata Verifica quando si hanno dubbi sull'identità del cliente o sulla correttezza delle informazioni fornite e, indipendentemente dall’importo, quando si sospetta che l’operazione possa essere coinvolta in attività di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

Le fasi della procedura

Il termine “modulo” è in parte fuorviante. L’Adeguata Verifica, infatti, non si limita alla compilazione di un documento ma è, di fatto, una procedura che non si esaurisce “all’ingresso” del cliente e che si può sintetizzare in tre fasi.

La prima è quella di identificazione del cliente. Deve essere chiara e certa, priva di dubbi, verificata attraverso documenti validi. Si passa poi alla valutazione del rischio: combinando informazioni sulle caratteristiche e la natura dell’operazione con altri dati (ad esempio geografici), si attribuisce al cliente una classe di rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

L’Adeguata Verifica prosegue anche dopo l’eventuale nulla osta, attraverso una fase di monitoraggio continuo dell’operazione, in modo tale da verificare il percorso dei flussi finanziari, la loro coerenza con i dati raccolti e con il profilo di rischio.

Gli obblighi degli intermediari

Come detto, il Modulo di Adeguata Verifica non è una formalità volontaria, ma comporta degli obblighi da parte degli operatori. L’intermediario deve fornire informazioni chiare sulla normativa e sui rischi delle operazioni proposte. Deve raccogliere i dati necessari e conservare copia dei documenti per almeno dieci anni.  

Nel caso in cui non sia possibile compiere un’Adeguata Verifica, l’intermediario non può, di propria iniziativa, completare l’operazione o aprire il rapporto continuativo con il cliente. Deve invece valutare se inviare una segnalazione di operazione sospetta. In caso contrario, rischia conseguenze penali (con la detenzione fino a un anno), procedure disciplinari e sanzioni, che partono da 3 mila euro ma, se reiterate, gravi e riguardanti i vertici societari, possono arrivare 5 milioni.

I vantaggi dell’Adeguata Verifica oltre gli obblighi di legge

Compiere correttamente l’Adeguata Verifica permette di aderire alla normativa corrente, evitando sanzioni, multe e procedimenti penali. Ma, per gli intermediari, l’obbligo non è l’unico motivo. Controlli adeguati permettono di evitare di farsi tramite di operazioni illecite, prevenendo danni di immagine che potrebbero avere ripercussioni pesanti agli occhi del mercato e dei clienti.

Infine, un sistema di verifica adeguato consente di difendersi da infiltrazioni criminali e, attraverso la valutazione del rischio, garantisce maggiore trasparenza e integrità alla propria organizzazione e, più in generale, all’intero sistema finanziario.