Cos’è il drawdown in finanza

Guida alla finanza 2 minuti di lettura
In finanza, il drawdown rappresenta la percentuale di perdita massima subita da un investimento, misurando la distanza tra il picco più alto e il picco più basso.

Il drawdown è uno dei principali indicatori del rischio.

In finanza, il drawdown rappresenta la percentuale di perdita massima subita da un investimento, misurando la distanza tra il picco più alto e il picco più basso.

È uno dei rischi più importanti, perché mostra quanto un investimento può scendere nelle fasi negative. Non indica quindi la volatilità, ma l’effettiva perdita potenziale massima che un investitore può subire in un certo periodo di tempo.

Come si calcola il drawdown

Il drawdown indica la percentuale di perdita registrata da un massimo precedente fino al minimo successivo. Si parla di drawdown a partire dal primo movimento contrario, ma il valore complessivo dell’indicatore cambia solo quando sono registrati nuovi massimi o minimi.

Anche in caso di andamenti a zig-zag, dunque, non si parla di un nuovo drawdown finché i precedenti record non saranno superati.

Prendiamo il caso in cui si investe su un certo titolo con un prezzo iniziale di 200 dollari, il titolo sale fino a 300 dollari, per poi scendere fino a 210 dollari. I 300 dollari sono il picco, la perdita è di 90 dollari, quindi il drawdown è del -30%.

Valutazione del rischio di un investimento

Il drawdown serve a comprendere il rischio reale di un investimento, ovvero quanto si può perdere nel peggior scenario. Due investimenti possono avere infatti lo stesso rendimento, ma drawdown diversi, quello con il drawdown più basso è considerato meno rischioso.


Le perdite e il drawdown fanno parte della dinamica naturale dei mercati finanziari. Un drawdown può essere fisiologico, cioè un normale movimento avverso, oppure patologico, quando segnala un problema strutturale. Per distinguerli è fondamentale valutarne l’entità rispetto ai precedenti e la durata nel tempo.