Cos’è lo stock split e a che cosa serve?

Guida alla finanza 3 minuti di lettura
Viene effettuato di solito per aumentare la liquidità di un titolo, spesso in conseguenza di un rialzo consistente del prezzo di un’azione, quando il valore del titolo sale rendendo più costoso l’investimento.

Lo “stock split”, o frazionamento azionario, è un’operazione societaria che consiste nella moltiplicazione del numero di azioni in circolazione, senza modificare la capitalizzazione complessiva della società e, quindi, il suo valore di mercato.

In altre parole, cambia la quantità di azioni disponibili e il valore unitario di ciascuna, ma non cambia la ricchezza totale dell’azienda né quella degli azionisti.

Un esempio pratico di stock split

Immaginiamo, per esempio, che la società A abbia una capitalizzazione di Borsa suddivisa in 1 milione di azioni, ciascuna del valore di 100 euro. La capitalizzazione complessiva sarà quindi di 100 milioni di euro.

Se la società decide di effettuare uno stock split 10 per 1, il numero delle azioni verrà moltiplicato per dieci: sul mercato circoleranno 10 milioni di azioni, ma ciascuna avrà un valore unitario ridotto a 10 euro.

La capitalizzazione, tuttavia, resterà invariata a 100 milioni di euro.

Per gli azionisti, l’effetto è puramente numerico: chi possedeva 20 azioni da 100 euro si troverà in portafoglio 200 azioni da 10 euro, senza alcun esborso aggiuntivo e senza variazioni nel valore totale dell’investimento.

Perché si fa uno stock split?

Il principale obiettivo di un frazionamento azionario è aumentare la liquidità del titolo. Quando il prezzo di un’azione cresce in modo consistente, può diventare troppo elevato per molti investitori, rendendo il titolo meno accessibile e meno scambiato.

Con uno stock split, invece, il valore per singola azione si riduce, rendendo più agevole l’acquisto e la vendita del titolo. In questo modo aumenta il numero potenziale di acquirenti e il titolo diventa più liquido sul mercato.

Inoltre, dal punto di vista psicologico e percettivo, un prezzo più basso per azione può apparire più attraente, anche se il valore complessivo dell’investimento non cambia. Alcune aziende decidono di eseguire stock split per mantenere il prezzo del titolo in una fascia “ottimale”, ritenuta più favorevole per gli investitori retail.

Il caso opposto: il “reverse stock split”

Esiste anche l’operazione inversa, chiamata “reverse stock split”, o raggruppamento azionario.

In questo caso, più azioni vengono aggregate in un’unica azione di valore maggiore. Si tratta di una misura adottata, in genere, quando il prezzo di un titolo è sceso troppo e la società vuole evitare che il valore per azione diventi eccessivamente basso, circostanza che può compromettere la credibilità del titolo o metterne a rischio la permanenza nei listini borsistici.

Con un reverse split, ad esempio, 10 azioni da 1 euro ciascuna possono essere convertite in 1 azione da 10 euro: il valore totale resta invariato, ma il titolo risulta più “solido” dal punto di vista nominale.

Stock Split