Quando si dice che tutto ha un costo non si pensa certo alla teoria del valore. Eppure, come spesso succede, anche detti e frasi fatte contengono pezzi di verità. Sì, perché negli investimenti (e non solo) tutto ha un costo. O, meglio, un costo-opportunità.
Che cos’è il costo-opportunità?
Con costo-opportunità si intende il valore della migliore alternativa possibile alla propria scelta, al quale necessariamente si rinuncia. Volendo riassumere il concetto con una formula, il costo-opportunità è uguale al beneficio dell'alternativa meno il beneficio dell'opzione scelta. L’obiettivo è ottenere da questa formula un risultato negativo.
Pensare in termini di costo-opportunità cambia radicalmente l’approccio alle decisioni, non solo quando si parla di investimenti. Gli esempi, anche nella vita quotidiana, sono innumerevoli.
Mario è una persona particolarmente attenta al risparmio. Si potrebbe anche dire un po’ avara. Riceve un invito a pranzo e, davanti a un pasto offerto da un amico, non dice di no. Mario mangia così gratis, risparmiando 25 euro. Ma è un risparmio reale? Mario, che lavora da libero professionista, guadagna in media 35 euro l’ora. Anziché stare a tavola per i consueti 30 minuti, il pranzo, tra chiacchiere e caffè, si prolunga per 90 minuti. Il protagonista del nostro esempio ha quindi perso un’ora di lavoro. Cioè (al netto del pranzo offerto) ha perso 10 euro. Si tratta di una semplificazione, che non tiene conto dei desideri e delle inclinazioni di Mario, che magari sarà stato felice di rinunciare a 10 euro per incontrare un amico e prendersi una pausa più lunga. Ma è questo il costo-opportunità: se la decisione di andare a pranzo fosse stata presa solo per risparmiare, allora si può dire che Mario non ha fatto la scelta corretta.
Il costo-opportunità negli investimenti
Lo stesso discorso vale per gli investimenti. Ogni volta che si fa una scelta, non bisognerebbe solo capire se è buona, ma anche se ci sono alternative migliori o fattori che la rendono meno conveniente di quanto non appaia. Anche in questo caso, un esempio rende le cose più chiare.
Una famiglia, scettica nei confronti del mondo finanziario, decide di tenere tutti i risparmi fermi sul conto corrente anziché investirne una parte. In questo caso, il costo-opportunità non è legato solo all’ipotetico rendimento perso ma anche all’erosione del potere d’acquisto subita dai risparmi depositati.
A un certo punto, la famiglia si convince a investire una parte dei propri risparmi. Si orienta verso obbligazioni che rendono il 5% annuo. Ragionando in termini di costo-opportunità, dovrebbe capire se ci sia un’altra allocazione che possa generare ritorni maggiori (ad esempio dell’8%). Perché è vero che guadagnerebbe il 5%, ma rinuncerebbe al 3% (che rappresenta il costo-opportunità dell’operazione).
Perché il costo-opportunità è importante?
Valutare tutte le alternative è praticamente impossibile, anche perché a quelle tangibili espresse fino a ora si aggiungono quelle intangibili. Ad esempio, se per un aumento di 500 euro al mese si accetta un nuovo lavoro che però richiederà molto più impegno, rientrerebbe nel costo-opportunità anche il tempo che non potrà più essere dedicato alla vita privata.
Ragionare in termini di costo-opportunità è però un metodo che consente di avere un approccio più ampio e, soprattutto, più razionale alle scelte d’investimento. Come dimostrano i casi di Mario (mosso dall’avarizia) o della famiglia risparmiatrice (bloccata dai timori), spesso le scelte sono condizionate o guidate dall’emotività. Il costo-opportunità aiuta invece a conoscere il valore reale di ogni scelta.
Bisogna sempre mettere in conto una rinuncia, ma valutare potenziali guadagni e potenziali perdite in modo razionale aiuta a prendere una decisione migliore, considerando che non ne esiste una buona o cattiva per chiunque. Le scelte (e quindi il costo-opportunità) sono determinate dagli obiettivi, dall’orizzonte temporale e dalla propensione al rischio di chi investe.