La marea sta girando a favore delle obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti (EM).
A fronte della crisi finanziaria globale innescata dai turbolenti primi 100 giorni di mandato del presidente Donald Trump, le prospettive a lungo termine per questa asset class sono migliorate costantemente.
A sostegno dell'asset class giungono le valutazioni favorevoli, il carry elevato, la politica monetaria in allentamento e crescente probabilità di un declino del dollaro USA nel lungo termine. Tutto ciò suggerisce che la valuta locale dei mercati emergenti dovrebbe avere una posizione più prominente nei portafogli globali a reddito fisso.
Alcuni investitori potrebbero essere motivati alla cautela, dopotutto gli ultimi anni non sono stati facili per questa asset class. I fondi obbligazionari in valuta locale dei mercati emergenti hanno subito disinvestimenti a causa della crisi del COVID e della guerra in Ucraina.
Tuttavia, pare che ora diverse tendenze si stiano muovendo decisamente a loro favore.
Prendiamo il dollaro USA. La sua corsa incontrastata degli ultimi anni, sostenuta dall'eccezionalismo statunitense, è stata il principale contributo negativo alla performance del debito locale dei mercati emergenti. Ora, però, le fondamenta su cui poggia il biglietto verde non sono più così solide. A nostro avviso, il dollaro è entrato in un periodo di debolezza strutturale, non da ultimo a causa del contesto politico incerto negli Stati Uniti.
Il nostro modello di fair value mostra che il dollaro è sopravvalutato del 20% rispetto alle valute dei mercati emergenti se confrontato alla sua media a lungo termine.Sulla base di prezzi relativi, produttività relativa e asset esteri netti; media di 31 valute dei mercati emergenti
Riteniamo che questo divario si ridurrà nei prossimi anni, di pari passo con l'ulteriore allargamento dei differenziali di crescita del PIL tra le economie emergenti e quelle sviluppate rispetto al livello attuale (il massimo degli ultimi 14 anni).
Un dollaro più debole dovrebbe calamitare il capitale internazionale verso i mercati emergenti. Le recenti turbolenze di mercato provenienti dagli Stati Uniti hanno già incoraggiato gli investitori a diversificare gradualmente i portafogli diventati troppo dipendenti dagli asset americani. I dati della Bank for International Settlements mostrano che, in un mese qualsiasi, un deprezzamento del dollaro USA di una deviazione standard rispetto alle valute dell'economia avanzata aumenta i flussi di investimento verso le obbligazioni dei mercati emergenti in valuta locale fino a 0,29 punti percentuali. https://www.bis.org/publ/qtrpdf/r_qt2409d.htm
Oltre ai movimenti favorevoli del dollaro, prevediamo anche allentamenti delle condizioni monetarie che dovrebbero favorire le economie emergenti, che così attrarrebbero ancora più capitale nei mercati obbligazionari locali. Tre quarti delle principali banche centrali del mondo sono già in fase di allentamento della politica monetaria, mentre le tre maggiori (la Federal Reserve statunitense, la Banca centrale europea e la People’s Bank of China) forniscono stimoli monetari.
Positiva è anche la dinamica inflazionistica dei Paesi emergenti. Il tasso di inflazione nelle economie emergenti è in calo dal 2022 ed è probabile che le pressioni sui prezzi si allenteranno ulteriormente quest'anno. I nostri indicatori anticipatori e gli strumenti proprietari per l'esame della dinamica inflazionistica suggeriscono che, nei prossimi mesi, l'inflazione dei mercati emergenti scenderà al di sotto di quella delle controparti sviluppate.
Ciò dovrebbe consentire ai tassi di interesse di scendere ulteriormente e più rapidamente in tutto il mondo emergente. Molti tassi di riferimento dei mercati emergenti sono a livelli superiori a quelli che riteniamo neutrali (si veda la Fig. 1). Il tasso neutrale è il punto ottimale in cui il costo del prestito non è né troppo restrittivo né funge troppo da stimolo.
Tasso medio attuale di riferimento nei mercati emergenti rispetto al tasso neutrale stimato (Paesi che costituiscono il benchmark obbligazionario GBI EM in valuta locale, % ribilanciata)
Fonte: Pictet Asset Management, Bloomberg al 08/05/2025. Benchmark GBI EM ribilanciato per escludere: Cina, Repubblica Dominicana, Egitto, Indonesia, Filippine, Romania, Serbia, Turchia. India.
È probabile che il tasso reale dell'asset class (vale a dire il rendimento rettificato per l'inflazione che gli investitori possono assicurarsi) aumenterà ulteriormente rispetto al livello attuale, già ben al di sopra della sua media di lungo periodo e di quella delle obbligazioni dei mercati sviluppati.
Un altro stimolo per questa asset class è la ripresa economica cinese. La Cina sta iniziando a vedere i frutti del lento ribilanciamento della sua economia a favore del consumo interno. Allo stesso tempo, Pechino si è impegnata a utilizzare gli strumenti di politica monetaria e fiscale di cui dispone per contribuire a controbilanciare l'impatto negativo dei dazi statunitensi. L'effetto positivo si ripercuoterà sul resto del mondo emergente, in particolare sulle economie asiatiche in via di sviluppo, ovvero i maggiori partner commerciali della Cina e, cosa altrettanto importante, che rappresentano quasi la metà dell'indice di riferimento per le obbligazioni dei mercati emergenti in valuta locale.
Un mix interessante di rendimento e duration
L'accelerazione di queste tendenze fondamentali dovrebbe accrescere l'attrattiva delle obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti in qualità di alternativa al debito dei mercati sviluppati. Come mostrato nella Fig. 2, l'asset class offre già agli investitori un rendimento superiore e un rischio di duration inferiore rispetto alle obbligazioni investment grade statunitensi con rating simile. (La duration indica il guadagno o la perdita percentuale prevista del valore del capitale di un'obbligazione per ogni punto percentuale di diminuzione o aumento del suo rendimento).
Rendimento (%) vs duration (anni)
Fonte: Pictet Asset Management, Bloomberg e JP Morgan, dati al 08/05/2025
Più prevedibile, più domestico
L'asset class ha assistito a un miglioramento strutturale della sua governance, dando così agli investitori ulteriori motivi di ottimismo nei confronti delle obbligazioni locali emergenti.
Politiche monetarie efficaci, misure fiscali prudenti e un migliore coordinamento tra le leve politiche hanno permesso alle economie emergenti di diventare più prevedibili e credibili. Le misure coordinate di allentamento in atto in Cina ne sono un esempio.
Un metro della credibilità delle politiche (quella che valuta quanto sia coerente e affidabile la politica economica di un Paese) mostra che le economie emergenti stanno rapidamente rimettendosi al passo con le loro controparti avanzate e colmando il divario. Sebnem Kalemli-Ozkan e Filiz Unsal, novembre 2023
Il miglioramento della credibilità politica e la maggiore crescita economica hanno contribuito ad aumentare i fondi di risparmio locali, incoraggiando gli investitori nazionali al risparmio nelle valute e nei mercati locali. Maggiore partecipazione degli investitori nazionali e minore dipendenza dai finanziamenti esterni sono fattori positivi per l'asset class, in quanto la rendono meno suscettibile alla volatilità esterna.
Tutto ciò contribuisce a ridurre la volatilità (si veda il grafico) nel lungo termine, il che accresce l'attrattiva di questa asset class.
La volatilità relativa a 2 anni (%) nei mercati locali dei Paesi emergenti (indice GBI EM) ha mostrato una tendenza al ribasso rispetto a quelli in valuta forte sia delle economie emergenti (EMBI) che sviluppate (DM)
Fonte: Bloomberg, JPM Index Suite, Pictet Asset Management, dati relativi al periodo dal 25/01/2013 al 30/04/2025. EM FX si riferisce all'indice GBI EM Global Diversified FX Return. Obbligazioni DM si riferisce all'indice JPM GBI Global Unhedged USD
Con tutti i fattori macroeconomici e strutturali a loro favore, per gli investitori è giunto il momento di riconsiderare le obbligazioni dei mercati emergenti in valuta locale.