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Barometro: mantenere la rotta nel mercato azionario

Multi-asset 13 minuti di lettura
I mercati azionari hanno ancora margine di crescita grazie a utili solidi, tenuta economica e nuovi investimenti.

Asset allocation: ancora propensi al rischio

Il rally azionario globale ha rallentato a luglio, ma secondo noi si tratta di una pausa più che di una conclusione. In generale, la crescita economica è resiliente ed è sostenuta dalla spesa delle aziende in Intelligenza Artificiale (IA), da utili robusti e dalla progressiva espansione nell'area dell'Asia emergente. Gli indicatori tecnici sono favorevoli e l'ampiezza del mercato è cresciuta. Le condizioni di liquidità si sono leggermente ristrette, ma sono ancora ben lontane dall'essere restrittive.

In questo contesto, le azioni rimangono la nostra asset class preferita. Per quest'anno si prevede che le principali banche centrali si muovano appena; rimaniamo quindi neutrali sulle obbligazioni e sottopesati sulla liquidità (vedi Fig. 1).

Fig. 1 - Griglia mensile dell’asset allocation

Agosto 2026

Fonte: Pictet Asset Management

Gli indicatori anticipatori dell'attività economica si attestano sopra il livello "neutrale" nella maggior parte delle economie avanzate e dell'Asia emergente. Ci aspettiamo che l'incessante flusso di notizie sulla guerra in Iran continui per il momento a far oscillare i prezzi del petrolio, prima di un eventuale calo. Ciò eserciterà una certa pressione al ribasso sulla crescita globale e porterà a un aumento dell'inflazione nel breve termine, tuttavia, l'impatto complessivo dovrebbe essere inferiore rispetto al 2022, grazie alla riduzione dell'intensità energetica e agli investimenti costanti, in particolare verso Intelligenza Artificiale e transizione verde.

Le spese in conto capitale rimangono il motore chiave per l'economia statunitense e compensano il rallentamento della crescita del reddito disponibile e l'indebolimento della forza dei consumatori.

In Europa, l'espansione economica continua a essere frenata dallo shock energetico, ma gli indicatori di sentiment di imprese e consumatori si sono stabilizzati e gli indici PMI mostrano un miglioramento graduale sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi. La domanda interna si è dimostrata relativamente resiliente, sostenuta dai risparmi ancora elevati delle famiglie e dai dati stabili sull'occupazione.

Fondamentali più solidi, condizioni commerciali positive e minore vulnerabilità agli shock dei prezzi del petrolio regalano ad alcuni dei mercati emergenti il quadro macroeconomico migliore. Questo dovrebbe favorire una sovraperformance relativa dei mercati emergenti sia tra i titoli di Stato che tra le azioni.

Anche le condizioni di liquidità sono migliori nei mercati emergenti, mentre vanno peggiorando nella gran parte del mondo sviluppato.

Di fronte alle crescenti pressioni inflazionistiche, un terzo delle 30 principali banche centrali monitorate dal nostro modello di liquidità è in fase di stretta, la metà è in attesa e il resto in allentamento. Per quest'anno prevediamo un ulteriore aumento dei tassi da parte della Banca Centrale Europea e intravediamo anche il rischio di una stretta da parte della Federal Reserve degli Stati Uniti.

Fig. 2 - Profitti promettenti

Ripartizione delle aziende dell'S&P 500 per fasce di crescita degli utili (variazione annua dell'EPS trimestrale, %)

Fonte: LSEG, Pictet Asset Management. Dati relativi al periodo dal 01/01/2017 al 01/10/2027.

Le valutazioni indicano che tra le prime posizioni di mercato c'è ora un numero maggiore di aziende oltre ai ben noti titoli tecnologici, il che offre basi potenzialmente più stabili per un prosieguo del rally azionario. Il contesto in cui si muovono gli utili è altamente favorevole. Circa un quarto delle aziende dell'S&P 500 ha già comunicato i risultati del secondo trimestre; l'85% di esse ha superato le previsioni degli analisti (contro il 68% della media a lungo termine, secondo i dati LSEG I/B/E/S).

Positive sono anche le prospettive: le previsioni degli analisti sugli utili futuri suggeriscono un aumento della percentuale di aziende dell'S&P 500 che registreranno una solida crescita degli utili (vedi Fig. 2).

Le obbligazioni globali sono per lo più a ridosso dei loro fair value, in linea con la nostra allocazione neutrale. L'oro resta caro rispetto ai suoi ultimi vent'anni di storia, ma potrebbe essere interessante come opportunità a medio termine, se si considera un potenziale abbassamento dei tassi reali negli Stati Uniti.

Anche gli indicatori tecnici sono favorevoli al metallo prezioso, con segnali che indicano un'inversione del recente trend al ribasso e flussi in entrata sia da parte degli investitori al dettaglio che delle banche centrali.

Gli afflussi, inoltre, sostengono le azioni globali: nel mese di luglio sono stati investiti circa 129 miliardi di dollari. Questo è in gran parte guidato dagli acquisti sui ribassi nei mercati emergenti e nel settore tecnologico.

Regioni e settori azionari: c'è un mondo al di fuori dell'IA

La crescita degli utili non è più un monopolio della tecnologia.

La nostra analisi mostra che l'ampiezza del mercato (misura della distribuzione dei guadagni tra le diverse azioni) è migliorata in modo significativo. In sole sei settimane, è scomparsa gran parte di quel posizionamento estremo che favoriva le azioni statunitensi rispetto a quelle non statunitensi, la tecnologia rispetto al resto del mercato e le mega capitalizzazioni rispetto al mercato in generale.

Questa è stata la parte più facile della rotazione. Da qui in poi, è probabile che i progressi dipenderanno in misura maggiore dai fondamentali. L'ampliamento della partecipazione al mercato richiederà una combinazione di rafforzamento della crescita, riduzione delle paure di stagflazione, indebolimento del dollaro USA e presentazione degli utili trimestrali da parte di un gran numero di aziende.

Fig. 2 - Ritorno a premi simili a quelli precedenti il boom dell'IA

Chi spende di più in conto capitale per l'IA* rispetto al mercato: PE a termine a 12 mesi

*Le maggiori spese in conto capitale per l'IA giungono da Microsoft, Amazon, Alphabet, MET, Oracle. Fonte: LSEG, Pictet Asset Management. Dati relativi al periodo dal 28/07/2011 al 28/07/2026.

Rimaniamo ottimisti in questo senso. Il ciclo dell'IA (espansione delle infrastrutture e grandi investimenti da parte degli hyperscaler) continua a fornire un potente impulso alla crescita degli utili, con benefici che si estendono sempre più oltre una manciata di leader tecnologici e supportano i profitti di una più ampia gamma di settori, dagli industriali, alle utility, alle infrastrutture.

Anche il quadro macroeconomico è positivo. Gli investimenti nell'IA, la robusta crescita di occupazione e salari, nonché la forza persistente dell'Asia emergente sostengono la crescita nelle principali economie. Allo stesso tempo, le pressioni inflazionistiche rimangono contenute, riducendo così il rischio di una stretta monetaria talmente severa da compromettere l'espansione.

Il numero dei leader del mercato si allarga, ma non è nostra intenzione inseguire indiscriminatamente questo rally. Preferiamo essere selettivi e concentrare le nostre posizioni di sovrappeso nelle aree di cui abbiamo convinzioni più forti.

I mercati emergenti (Cina esclusa) rimangono la nostra regione preferita. Abbiamo osservato alcune correzioni localizzate a Taiwan e in Corea del Sud, che riflettono una pausa nella posizione dominante di IA e semiconduttori dopo un periodo di performance eccezionali. Al di fuori di questi mercati, la crescita rimane resiliente e l'inflazione resta contenuta. Ci aspettiamo che quest'anno i mercati emergenti registrino la crescita degli utili più alta al mondo, pari al 56%: più del doppio rispetto ai loro omologhi dei mercati sviluppati.

Rimaniamo neutrali sugli Stati Uniti. Secondo i nostri calcoli, il 70% della crescita degli utili negli Stati Uniti deriva da azioni a grande capitalizzazione legate all'IA, la quota di gran lunga più elevata al mondo. Questa concentrazione potrebbe creare vulnerabilità in caso di un indebolimento del sentiment verso l'IA, ma significa anche che gli Stati Uniti rimangono il principale beneficiario di questo ciclo eccezionale. Detto ciò, le valutazioni non sono allettanti e lasciano poco margine di tolleranza nell'eventualità di delusioni.

Siamo inoltre neutrali sul resto dei mercati sviluppati.

Sebbene le valutazioni siano generalmente più attraenti rispetto agli Stati Uniti, il momentum degli utili rimane più debole e le prospettive di crescita più irregolari. Inoltre, molti di questi mercati hanno una sovranità limitata sulle tecnologie e sulle aziende alla guida del ciclo di investimento nell'IA, il che le lascia in una posizione più sfavorevole nel coglierne i benefici.

A livello settoriale, la tecnologia rimane sovrappesata. Mentre alcuni investitori si chiedono se le previsioni di utili possano tenere il passo con le aspettative elevate, le aziende continuano a fornire sorprendenti revisioni al rialzo degli utili, che a loro volta giustificano il premio di valutazione del settore. Ci conforta il fatto che la recente rotazione sia avvenuta all'interno del settore tecnologico e che non si sia tradotta in una fuga generalizzata, rafforzando di fatto la nostra posizione costruttiva ma selettiva.

Sovrappesiamo inoltre i settori industria e utility, entrambi sempre più beneficiari del ciclo di investimenti legati all'IA. Il settore industriale continua a beneficiare della spesa infrastrutturale, mentre le utility sono esposte alla crescente domanda di elettricità da parte dei data center e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale. Proprio le utility offrono un'altra fonte di stabilità degli utili all'interno di un portafoglio che resta orientato al rischio.

Tra le nostre preferenze troviamo anche i titoli finanziari. Tassi d’interesse più alti per un periodo prolungato dovrebbero sostenere il reddito netto da interessi delle banche, mentre una crescita economica resiliente e bilanci societari sani dovrebbero limitare le perdite su crediti. 

Per contro, sottopesiamo i settori consumer, le cui fortune dipendono principalmente dalla spesa delle famiglie, cosa che li rende una fonte di crescita degli utili meno convincente rispetto agli investimenti aziendali.

Reddito fisso e valute: selezionare le opportunità d'oro

L'oro offre un profilo rischio-rendimento più attraente rispetto ai mesi passati.

La domanda degli investitori è rimbalzata: mentre gli ETF sull'oro hanno attratto i maggiori afflussi dalla guerra con l'Iran, le banche centrali dei mercati emergenti continuano a ricostituire le proprie riserve attraverso acquisti costanti.

In questo scenario, alziamo l'esposizione all'oro da neutrale a sovrappeso. Prevediamo ulteriori rialzi per il metallo prezioso con il graduale allentamento dei tassi d’interesse reali (cosa che ridurrà il costo opportunistico di detenere un asset che non produce rendimento) e la permanenza di un’incertezza geopolitica elevata. 

Fig. 3 - Puntare sull'oro

Prezzo dell'oro (USD/oncia) rispetto ai TIPS USA e al dollaro USA 

Fonte: LSEG, Pictet Asset Management. Dati relativi al periodo dal 01/01/2026 al 29/07/2026. 

A seguito del recente aumento dei rendimenti, il reddito fisso è tornato a essere interessante, in particolare nel segmento a lungo della curva e nei tassi reali.

Questo è, in buona parte, una risposta alle prospettive economiche più ottimistiche e alle aspettative di guadagni in produttività trainati dall'IA. Ciò è particolarmente evidente negli Stati Uniti, dove l'Economic Surprise Index, una misura di come i dati economici si confrontano con le aspettative, ha raggiunto un massimo storico (se non si prendono in considerazione i periodi di ripresa post-recessione).

I mercati hanno reagito prezzando un rialzo dei tassi di interesse reali a lungo termine. I tassi reali forward quinquennio su quinquennio (indicatore di dove gli investitori si aspettano che si trovino i tassi delle banche centrali rettificati per l'inflazione nel lungo termine) sono aumentati sia negli Stati Uniti che in Europa.

Tuttavia, anche dopo il recente movimento, rimangono sostanzialmente coerenti con i tassi neutrali propri stimati dalla Federal Reserve e dalla Banca Centrale Europea. Ciò suggerisce che i tassi reali sono superiori al dovuto ma non chiaramente esagerati.

È probabile che un rafforzamento della crescita mantenga l'inflazione al di sopra dell'obiettivo per un periodo più lungo del previsto, mentre le elevate esigenze di credito e le alte spese in conto capitale dovrebbero continuare a mettere pressione sui tassi a lungo termine.

In questo contesto, restano poco convincenti gli argomenti portati a giustificazione di un'estensione della durata. Siamo del parere che le valutazioni da sole non giustifichino un atteggiamento più positivo. Manteniamo quindi un'allocazione neutrale sia sui titoli di Stato sia sul credito.

Per quanto riguarda le valute, abbassiamo da sovrappeso a neutrale lo yen. L'argomentazione a favore di una detenzione di valuta come allocazione difensiva si è indebolita con il miglioramento delle aspettative di crescita e la propensione al rischio persistente ed elevata degli investitori.

Panoramica dei mercati globali: oltre la tecnologia

Le azioni globali hanno chiuso luglio sostanzialmente invariate, tuttavia, la cifra aggregata nasconde le ampie divergenze tra regioni e settori.

L'energia è stata la protagonista (+11,8% in valuta locale), mentre i prezzi del petrolio hanno registrato un rally a seguito delle rinnovate tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.

In genere, la performance del mercato si è estesa oltre il settore tecnologico. Il settore finanziario ha registrato un aumento del 5,9%, sostenuto dalla resilienza degli utili e dalle aspettative di tassi d’interesse più elevati. Hanno registrato guadagni interessanti anche il settore immobiliare, i beni di consumo discrezionali e i beni di prima necessità.

Le azioni IT hanno goduto di una pausa dai ribassi negli ultimi giorni di luglio, a seguito dei solidi utili di Microsoft. Tuttavia, il settore ha chiuso il mese in calo del 6% per via delle preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti su larga scala nell'IA e delle attuali prospettive di guadagno. L'indice Philadelphia Semiconductor (SOX) ha perso circa il 20% nel mese, anche se resta in rialzo del 58% dall'inizio dell'anno.

La svendita di titoli tech ha colpito i mercati azionari dei principali produttori: Corea e Taiwan. I due Paesi rappresentano il 51% dell'indice MSCI EM (a fine giugno) e la loro sottoperformance ha trascinato verso il basso i mercati emergenti in generale.

Per contro, la composizione settoriale si è rivelata positiva per il mercato del Regno Unito, che ha beneficiato della sua significativa esposizione al settore dell'energia e al finanziario, oltre che di una proporzione relativamente bassa di aziende tecnologiche. L'indice FTSE 100 ha raggiunto un massimo storico.

Fig. 5 - Picco dei rendimenti

Rendimenti delle obbligazioni a lunga scadenza in mercati sviluppati selezionati (%)

Fonte: LSEG, Pictet Asset Management. Dati relativi al periodo dal 28/07/2006 al 28/07/2026.

Le obbligazioni globali hanno perso l'1,2% nel mese e i rendimenti sono aumentati per via delle aspettative di rialzo dei tassi d’interesse.

I rendimenti del debito sovrano a 30 anni dei mercati sviluppati hanno raggiunto picchi storici, con i rendimenti dei Treasury USA ai massimi degli ultimi 20 anni, quelli dei gilt britannici ai massimi degli ultimi 28 anni e quelli dei Bund tedeschi ai massimi degli ultimi 15 anni (vedi Fig. 5).

In base ai dati sui flussi, la vendita di Treasury USA da parte di funzionari stranieri è continuata a un ritmo costante di circa 40 miliardi di USD al mese.

L'oro ha riacquistato un po' di equilibrio dopo quattro mesi di perdite. I sondaggi tra i Fund Manager mostrano che un numero crescente di investitori vede valore nel metallo prezioso.

Il dollaro ha perso l'1,3% rispetto al paniere delle principali valute. Lo yen giapponese è rimbalzato dai minimi degli ultimi quattro decenni a seguito di un intervento congiunto USA-Giappone.

In breve

Barometro di agosto 2026

  • Asset allocation

    Le azioni rimangono la nostra asset class preferita, grazie alla forte crescita degli utili e ai solidi fondamentali economici. Rimaniamo neutrali sulle obbligazioni e sottopesati sulla liquidità.

  • Regioni e settori azionari

    Le nostre convinzioni maggiori rimangono nei mercati emergenti al di fuori della Cina, nella tecnologia, nei titoli industriali e nelle utility, tutti settori che beneficiano del ciclo dell'IA.

  • Reddito fisso e valute

    Abbiamo portato l'oro da neutrale a sovrappeso. Lo yen viene declassato da sovrappeso a neutrale, data la sua persistente debolezza in un contesto favorevole al rischio.

Le informazioni, opinioni e stime contenute nel presente documento riflettono un giudizio espresso alla data originale di pubblicazione e sono soggette a rischi e incertezze che potrebbero far sì che i risultati reali differiscano in maniera sostanziale da quelli qui presentati.